Il leader dei Cure Robert Smith, ha preso le distanze dal termine goth, affermando di non averlo mai preso molto sul serio. Robert Smith è stato spesso considerato come un precursore e leader della cultura goth a causa del suo aspetto scenico e dei temi trattati dalla sua band, tuttavia, in una recente intervista, ha affermato che si è trattata di una pura coincidenza.
Nel corso di un’intervista rilasciata a Time Out, è stato chiesto a Smith se la parola goth significasse qualcosa per lui. Il leader dei Cure ha risposto: "Non proprio! Ci siamo rimasti ‘incastrati’ in un certo momento, quando il periodo goth era appena iniziato”.
Suonavo la chitarra con i Siouxsie And The Banshees, quindi ho dovuto recitare la parte. Il goth era come una pantomima per me. Non ho mai preso sul serio l'intera cosa
Robert Smith ha definito il movimento goth come una sottocultura "piena di persone meravigliose" e che "tutti quelli che ha incontrato sono stati carini con lui". Smith ha poi spiegato che il suo aspetto goth era per ragioni puramente estetiche e per dare un effetto drammatico. "È solo una cosa teatrale", ha continuato. "Fa parte del rituale di andare sul palco. Inoltre, c'è la ragione prosaica: ho i lineamenti poco definiti e una pelle naturalmente pallida. Voglio dire, non al momento, perché purtroppo mi sono addormentato al sole ieri - molto poco goth".
Il prossimo 15 giugno la leggendaria band di Robert Smith pubblicherà un'edizione deluxe di tre cd del loro album “Mixed Up” del 1990, una raccolta di remix dei singoli di successo dei Cure più un inedito, “Never Enough”.