Patti Smith in Italia

Patti Smith in Italia
"La Repubblica" incontra Patti Smith, di passaggio in Italia: «il posto dove ha tenuto il più affollato concerto della sua carriera (a Firenze, nel 1979, di fronte a 70.000 persone), il paese dove una notte riunì la sua band e disse a tutti che lei con il rock'n'roll aveva chiuso, che da quel momento in poi sarebbe stata moglie e madre. L'Italia è la patria "di tutti quegli artisti che hanno alimentato i miei sogni e i miei deliri poetici, tutti quei cognomi che finiscono in "ini": Rossellini, Fellini, Pasolini, Bolognini" sussurra Patti Smith, ancora rapita dal ricordo di quei giorni in cui, mentre negli Usa era solo una cantante di culto, l'Europa la consacrava sacerdotessa del rock.

Sono passati 20 anni, ora è la vedova 51enne di un uomo che portava il suo stesso cognome, Fred Smith (rocker dei leggendari MC5), ha due figli di 17 e 12 anni, e dopo anni di isolamento a Detroit è tornata a vivere a New York, a Soho, nel quartiere degli artisti. Ieri ha preso parte alla manifestazione "Fondamenta-Venezia città di lettori" con un reading di poesie a piazza San Marco, accompagnata dal giovane chitarrista Oliver Ray, il suo compagno. E a luglio verrà in tour con la sua band: il 17 a Fano, il 18 a Pistoia nell'ambito del "Blues Festival", il 20 a Ferrara, il 21 a Ostia Antica per uno spettacolo organizzato dal Teatro Stabile di Roma, il 24 sul Lago di Como. "Sono stata felice di avvicinarmi ai paesi che in questi mesi sono stati vicini a questa assurda guerra. Sono già stata a Istanbul, in Macedonia, adesso in Italia. Ho avuto voglia di ascoltare le opinioni di gente coinvolta nella tragedia per farmi un'opinione più aderente alla realtà. Credo che in questo momento sul pianeta Terra non dovrebbero esserci motivi di guerra.
Che ricordi ha dell'Italia?
"È il paese che ha placato la mia sete di conoscenza. Un luogo che ha troppe cose che per la mia vita sono fondamentali. Il modo in cui gli artisti hanno trasposto nelle loro opere l'idea di Dio, ad esempio. Girare per le strade delle vostre città è già un'esperienza appagante. E poi il cibo, i colori, l'energia della gente".
Quale delle sue antiche passioni è rimasta intatta attraverso gli anni?
"Mi piace ballare. Mi è sempre piaciuto. Adesso esco raramente, sono più concentrata nella lettura e nella scrittura di poesie, ma a volte ascoltando musica chiudo gli occhi e ballo da sola"».
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