L’amore è il sacrificio dell’io: i Baustelle raccontano “L’amore e la violenza vol. 2” - VIDEOINTERVISTA

L’amore è il sacrificio dell’io: i Baustelle raccontano “L’amore e la violenza vol. 2” - VIDEOINTERVISTA

C’è poca violenza e molto amore nel nuovo disco dei Baustelle. A differenza della prima parte uscita quattordici mesi fa, “L’amore e la violenza vol. 2” non è costruito come un esilarante, spudorato cut-up post moderno. Raccoglie canzoni piene di riferimenti e citazioni, ma più tradizionali, semplici e dirette. “Forse perché sono state scritte velocemente e per lo più alla chitarra, uno strumento che ti porta a scrivere canzoni più classiche”, spiega il cantante Francesco Bianconi. “Questa volta canto in modo più spigoloso, con più tiro ritmico, ho più tigna per così dire. C’è più pancia e meno cervello, come dicono i ragazzi del pop di oggi. C’è meno pastiche letterario e forse più sincerità. C’è meno maschera”.

Le nuove canzoni sono state scritte dalla band di Montepulciano durante la tournée del primo volume. “È una cosa che non ci era mai successa prima. Forse un tempo ci saremmo limitati a prendere appunti, mettendo da parte le canzoni per arrangiarle con calma”. E invece le hanno scritte e finite in fretta. Sono venuti fuori “dodici nuovi pezzi facili”, come recita provocatoriamente il sottotitolo che cita il film con Jack Nicholson “Cinque pezzi facili”, che raccontano storie d’amore. “Quelle dell’anno scorso le avevamo presentate come canzoni d’amore in tempo di guerra, ma ad analizzarle bene c’era più guerra che amore, più che il privato veniva fuori il contesto. Stavolta abbiamo volontariamente scritto solo d’amore e relazioni”. Ed è l’ultima volta, annunciano, che si dedicheranno all’argomento “più cantato, abusato e logorio del pop”.

L’amore è cantato da una gran varietà di punti di vista. Ci sono triangoli e storie tormentate, canzoni che raccontano il sollievo di pensarsi liberi e l’idea che l’amore sia un sacrificio dell’io. “È l’amore come lo intendo io”, spiega Bianconi. “In amore, nella migliore delle ipotesi, ci scappa il morto. Intendo dire che avviene un annullamento del sé per aderire a un oggetto altro. Viviamo in una società che spinge a massaggiare il proprio ego. L’amore è esattamente il contrario: è negativo, sporco e distruttore”. Bianconi canta con un magnifico senso di distacco narrativo, che permette al gruppo di tenersi lontano dalla retorica. “Mi rendo conto che anche nella mia versione più viscerale sono uno freddo. Ma l’amore non è che lo devi cantare per forza abbassandoti al suo livello. Puoi farlo anche con distacco, tenendoti lontano dalla canzone piena di passione e immedesimazione”.

Nell’album non mancano riferimenti musicali (i Pulp e i Blur, le colonne sonore dei poliziotteschi e Melody Nelson, il pop americano e quello dei Beatles, il progressive e la psichedelia) e letterari. Fra questi ultimi c’è “La casa di Asterione” che ha ispirato “Il minotauro di Borges”, dove il protagonista è immaginato come un essere mostruoso che non può soddisfare il suo bisogno d’amore. Anche queste canzoni, insomma, pur essendo facili hanno bisogno di un esercizio di decodifica. “Trovo sia giusto fare un po’ di fatica quando si ascolta un disco. Mi piace la musica che richiede del lavoro interpretativo da parte di chi l’ascolta. Le cose che richiedono una decodifica sono quelle che resistono nel tempo e rimangono nella storia. La mancanza di fatica interpretativa di un’opera artistica coincide col puro commercio”.

I Baustelle sono da sempre fieri sostenitori della necessità di non distinguere fra musica mainstream e alternativa. “In Italia” dicono “il muro che separava musica mainstream e alternativa è sparito piuttosto in fretta e del nostro punto di vista è un bene. Ho ritrovato dei volantini del 1997 in cui ci definivamo avanguardia di massa. Già allora volevamo fare musica per tutti e quindi mi sta bene che quel muro sia stato abbattuto. Certo però che se abbatterlo significa rendere l’indie uguale al mainstream più becero, allora sarebbe bene ricostruire almeno un muretto. Non vorrei che la sbornia per il pop fosse la scusa per prendere la strada più facile per arrivare in radio e avere successo”.

I Baustelle incontreranno i fan in librerie e negozi di dischi a partire da venerdì 23 marzo, giorno d’uscita dell’album. Il vero e proprio tour partirà il 7 aprile da Senigallia. La tournée del primo volume di “L’amore e la violenza” si tenne nei teatri e prevedeva una prima parte interamente dedicata all’album. “Questa volta suoneremo nei club, faremo un mix dei due amori e delle due violenze con una selezione di cose del passato riarrangiate. Sarà un concerto più rock’n’roll”.

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