Il debutto sulla lunga distanza di Wrongonyou con l'album 'Rebirth': l'intervista

Il debutto sulla lunga distanza di Wrongonyou con l'album 'Rebirth': l'intervista

Ai tempi del liceo suonava in una cover band dei Red Hot Chili Peppers e in gruppi metal. Poi, la conversione: "Su MTV, quando su quel canale passavano ancora musica, c'era un concerto dei Red Hot all'Alcatraz di Milano, un evento per la presentazione di 'Stadium arcadium'", ricorda, "ad un certo punto John Frusciante si è messo a suonare da solo: ha fatto una cover chitarra e voce di un pezzo di Simon & Garfunkel, 'For Emily'. 'Ca**o, ma come canta? È molto più bravo di Anthony Kiedis', mi sono detto. Ho scoperto che aveva già inciso sette dischi come solista: mi ha aperto le porte del cantautorato americano". La musica del chitarrista dei Red Hot Chili Peppers ha afferrato il cantautore per le spalle e lo ha trasportato in America ("Ma sono cresciuto ascoltando Neil Young, Bruce Spingsteen e Ben Harper", precisa). Gli ha dato le coordinate: per il resto Marco Zitelli da Grottaferrata - piccolo comune di 20.000 abitanti della zona dei Castelli Romani, a pochi chilometri dal centro della Capitale - si è orientato da sé.

Da quando, nel 2013, ha cominciato a scrivere i suoi pezzi e a pubblicarli su Soundcloud con il nome d'arte di Wrongonyou, il cantautore non si è fermato un attimo. In questi cinque anni ha suonato molto dal vivo, ha scritto parecchie canzoni, ha pubblicato qualche singolo e un paio di EP: "As usual", pubblicato in free download nel 2013, è stato seguito nel 2016 dal primo mini-album per Carosello Records, "The mountain man". Adesso esce il suo primo album d'esordio sulla lunga distanza, "Rebirth", nei negozi dal 9 marzo (qui la recensione di Rockol): "La gavetta non finisce mai. Quando arrivi a conquistare un traguardo, devi subito impegnarti per raggiungere quello successivo. È bello: ti forma, ti tempra. Fino ad oggi mi ero sforzato di apparire. Ho capito che non funzionava. Dopo un periodo buio ho messo la retromarcia e mi sono concentrato solamente sulla voce, sul cantare puro. E alla fine è arrivata la rinascita", dice lui.

Il disco è idealmente suddiviso in due parti: la prima, che Wrongonyou ha ribattezzato "(Re)Birth" contiene sei nuovi pezzi; l'altra, "Birth", contiene quattro canzoni già pubblicate, le più significative del percorso che ha condotto il cantautore dai primi pezzi registrati fino all'album. I pezzi sono stati in gran parte registrati a Los Angeles con la produzione di Michele Canova: "Aveva sentito la mia musica prima che firmassi per la Carosello, gli interessava lavorare con me. Così abbiamo cercato di organizzare per andare a registrare a Los Angeles alcune canzoni", spiega Marco, "ho dovuto combattere con il mio lato più pigro. Michele è abituato a lavorare con artisti e sessionmen di un certo livello: i ritmi, lì, sono frenetici".

Dopo la firma con Carosello Records, nel 2016, Marco ha collezionato una serie di esperienze più o meno importanti: ha aperto i concerti di Niccolò Fabi, della compagna di etichetta Levante, di Daniele Silvestri, ha firmato insieme a Maurizio Filardo la colonna sonora del film di Alessandro Gassmann "Il premio" e si è esibito pure al Primavera Sound di Barcellona (tra i festival musicali più importanti in Europa): "Aprire i concerti di Niccolò è stata un'occasione di crescita, mi ha dato la possibilità di suonare in scenari pazzeschi: era la prima volta che mi confrontavo con un pubblico così grande. Ricordo ancora l'apertura per Levante, all'Alcatraz, data di chiusura del suo tour: fino alla sera prima avevo suonato sempre di fronte a venti persone, quella sera ad ascoltarmi ce ne erano tremila. Scene da film: il vomito, le mani e le gambe che mi tremavano, l'agitazione. È stata una bella botta". Però, con tutto il rispetto per i colleghi italiani, per Wrongonyou l'esperienza più forte, a livello di impatto emotivo, è stata l'esibizione in apertura dei Lumineers al Castello Scaligero di Villafranca, lo scorso anno: "Il tramonto, le mura del castello tutto intorno. E poi la gente: quanta gente! Mi sono reso conto di quanto sono piccolo di fronte a certe cose", ricorda Marco, mostrandoci una foto della serata dal cellulare.

Il tour in supporto a "Rebirth" è partito il 3 marzo dal Bronson di Ravenna: il calendario comprende dieci date che terranno impegnato Wrongonyou sui palchi di alcuni piccoli club italiani fino alla fine di maggio. Nel bel mezzo del tour Marco volerà anche a Austin, negli Stati Uniti: parteciperà al SXSW 2018 (South by Southwest), popolare festival ospitato dal 1987 nella capitale del Texas. "Non sai mai cosa aspettarti, quando partecipi a questi festival: puoi suonare in un angoletto come su un palco enorme. Hanno sottolineato che si tratterà di showcase. Non mi aspetto cose enormi. Comunque è uno dei festival più importanti per la musica emergente. Sarà un'occasione per confrontarmi con chi ha inventato il genere che faccio".

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