Presto – non in libreria - ‘Beautiful losers’ di Max Stèfani

Presto – non in libreria - ‘Beautiful losers’ di Max Stèfani

Beautiful losers - 1960 – 1981’, quarto volume di una personale storia del rock portata avanti da Max Stèfani, copre le carriere di Steve Miller, Bob Seger e Bruce Springsteen fino al 1980 (ad eccezione del terzo, la cui vicenda si protrae fino a tutto il 1981, anno in cui viene a suonare in Europa portando in tour The River): il libro - 320 pagine con una nutrita parte fotografica che preannuncia “chicche quasi mai viste” – costerà 30 euro, uscirà nell’aprile 2018 e potrà essere acquistato ordinandolo direttamente all’autore (max@outsiderock.com).

Stèfani definisce “Losers” come parte di una categoria ad hoc: non un saggio ma un libro di storia, un’attenta ricostruzione dell’epoca, un attento lavoro di taglia e cuci tratto dai media disponibili.

Nell’introduzione si legge: “‘Losers’ è un titolo che deriva da una canzone di Seger… Tutti e tre, a un certo punto della loro carriera, con strade e tempi differenti, sono giunti al momento in cui occorreva scrivere qualche singolo commerciale adatto (anche come missaggio e arrangiamento) alla radio AM americana e agli under 20… Di Springsteen in Italia si sa tutto, ma credo sia divertente vedere come ne parlava la stampa dell’epoca... Certo è che, fino a Born In The Usa, eravamo quattro gatti a conoscerlo. Tutti quelli che nel 1981 sono andati a vederlo in Svizzera e Francia… Praticamente, questo libro è per il 50% su Bruce e il restante 50% diviso tra gli altri due. Che nessuno abbia potuto portare Springsteen in Italia nel 1981 lascia ancora oggi una cicatrice indelebile e, purtroppo, i protagonisti dell’epoca (Franco Mamone e il label manager della CBS italiana dell’epoca, Ernesto Tabarelli) non sono più rintracciabili. So che già l’ho detto, ma questo fa capire come ci siamo persi gli anni migliori del rock, essendo stato quasi impossibile per quasi tutti gli anni ‘settanta’ organizzare concerti in Italia. E sono anche cosciente che i numerosi fan italiani di Bruce sono convinti di aver visto dal vivo il miglior Springsteen, ma non è così. Anche se il tour di ‘Born In The USA’ era ancora a livelli altissimi. Come ho spesso scritto, attirandomi gli strali dei fan, era già passato dalla palestra. A causa di un paio di cazzotti”.

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