“Pastiglie” - (“Anice in bocca”, 2006)
E’ la dodicesima traccia di “Anice in bocca”, il primo album di Dente pubblicato nel 2006 per l’etichetta indipendente Jestrai, distribuito al tempo soltanto in 300 copie e ristampato in vinile nel 2016 per festeggiare il decennale. È un disco estremamente grezzo perché registrato a casa, come lo stesso Dente ha raccontato e come conferma l’ascolto. “Pastiglie” – che oggi è anche il nome dell’etichetta del cantautore fidentino – è un brano fortemente metaforico che descrive le relazioni umane e sentimentali attraverso l’immagine della medicina. Che cosa voglia lasciare intendere Dente con questa canzone è soltanto ipotizzabile: se fossimo degli intermezzi nella vita delle persone, una sorta di palliativo la cui assunzione è occasionale? Certamente l’amore può essere una cura ma, come tutte le medicine, ha le sue controindicazioni. Iniziamo così ad intravedere, nonostante la leggerezza conferita da alcuni degli strumenti suonati nel brano (probabilmente un tamburello, delle maracas e un metronomo), il riferimento a quella che si dimostrerà essere una costante nell’orizzonte tematico di Dente: la malinconia, espressa tanto come mancanza quanto come solitudine.