"La Repubblica" e il "Messaggero" aggiungono dettagli alla vicenda del film su Bob Marley in cui il regista Ron Shelton ("Bull Durham", "Chi non salta bianco è") ha intenzione di descrivere «il leggendario musicista reggae come un donnaiolo dal carattere irascibile, pronto a maltrattare i suoi collaboratori e dare dispiaceri alla moglie Rita», scrive "La Repubblica". «"Voglio umanizzare il mito" ha detto Shelton al "New York Daily News" annunciando il suo asso nella manica: l'assenso al progetto della vedova Marley, Rita. Il film offre un ritratto non molto rispettoso di Marley; in particolare, racconta le sue frequenti visite ai bordelli e ricorda come la giovane Rita fosse pronta a tagliare i suoi "dreadlocks", le treccine, per manifestare la sua vergogna. Un altro particolare poco edificante contenuto nella sceneggiatura è l'abitudine di Marley di maltrattare, anche fisicamente, i suoi coristi e collaboratori. Il film di Sheldon ha già provocato le reazione indignata degli amici della famiglia Marley, che si sono detti furiosi con il regista. Il figlio più celebre del musicista, Ziggy, ha preferito non commentare».
Sul "Messaggero" Paolo Zaccagnini segnala che la Warner «vorrebbe ridurre il budget di 35 milioni di dollari, quasi 70 miliardi di lire, già modesto, a 20, 40 miliardi». Nell’articolo, confermato l’assenso di Rita Marley: «Si è subito gettata nel progetto per avere, spera, giustizia postuma (...) Fu Rita la sua vittima preferita, quella prigioniera in casa. Picchiata, uniliata - trattava così anche i musicisti, Marley era uso portare a casa innumerevoli prostitute e fans, pretendeva il diritto di "prima scelta", con le quali si giaceva costringendo la moglie ad assistere - madre di 4 figli - altri sette il musicista riconobbe e ulteriori venti manteneva, era uso dire "voglio avere tanti bambini quante conchiglie sulla spiaggia"».
Nonostante questo, il critico del "Messaggero" spera che il film non venga realizzato: «Il mito di Bob non frantumiamolo».
Sul "Messaggero" Paolo Zaccagnini segnala che la Warner «vorrebbe ridurre il budget di 35 milioni di dollari, quasi 70 miliardi di lire, già modesto, a 20, 40 miliardi». Nell’articolo, confermato l’assenso di Rita Marley: «Si è subito gettata nel progetto per avere, spera, giustizia postuma (...) Fu Rita la sua vittima preferita, quella prigioniera in casa. Picchiata, uniliata - trattava così anche i musicisti, Marley era uso portare a casa innumerevoli prostitute e fans, pretendeva il diritto di "prima scelta", con le quali si giaceva costringendo la moglie ad assistere - madre di 4 figli - altri sette il musicista riconobbe e ulteriori venti manteneva, era uso dire "voglio avere tanti bambini quante conchiglie sulla spiaggia"».
Nonostante questo, il critico del "Messaggero" spera che il film non venga realizzato: «Il mito di Bob non frantumiamolo».
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