Time, la 'Persona dell'anno' è il movimento #MeToo: sulla copertina c'è anche Taylor Swift - GUARDA

Time, la 'Persona dell'anno' è il movimento #MeToo: sulla copertina c'è anche Taylor Swift - GUARDA

Ogni anno il Time, il settimanale di attualità statunitense, assegna il premio "Persona dell'anno" ("person of the year") a chi - a detta della rivista - ha fatto il massimo "per influire sugli eventi dell'anno, nel bene o nel male".
La "Persona dell'anno", per quanto riguarda il 2017, è il movimento #MeToo, composto da tutte quelle persone che negli ultimi mesi, sulla scia del "caso Weinstein", hanno denunciato pubblicamente di aver subito abusi o molestie sessuali: sono soprannominate dal Time le "silence breakers" (ovvero quelle che "hanno rotto il silenzio") e come "the voices that launched a movement" (ossia "le voci che hanno dato il via ad un movimento").

Accanto a stelle del cinema e della recitazione più in generale, attiviste e senatrici, c'è anche la popstar statunitense Taylor Swift, presente anche sulla copertina del numero speciale del settimanale.

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Negli scorsi mesi, già prima che esplodesse il "caso Weinstein", la cantante aveva trascinato in tribunale il dj David Mueller accusandolo di averle palpeggiato il sedere. Il processo, che si è svolto lo scorso agosto, ha dato ragione a Taylor Swift, che ora al Time rivela di aver cercato, in quei giorni, il supporto di Kesha (che invece, tra il 2015 e il 2016, aveva denunciato di aver subito molestie da parte del suo ex produttore, Dr. Luke).
La cantante di "Look what you made me do" racconta:

"Le ho parlato al telefono, un giorno. Mi è stato d'aiuto parlare con qualcuno che aveva già sostenuto un processo demoralizzante".

La popstar ricorda poi le sue emozioni nel presentarsi di fronte alla corte per raccontare in prima persona la molestia che sosteneva di aver subito da parte del dj:

"Ho testimoniato dopo aver visto per tutta la settimana l'avvocato di quest'uomo tormentare e molestare il mio team e anche mia madre, accusandoli, e accusandomi, di mentire. Mia madre era così preoccupata dopo il suo interrogatorio, era psicologicamente distrutta per presentarsi di fronte alla corte il giorno in cui sul banco dei testimoni c'ero io. Ero arrabbiata. In quel momento ho deciso di rinunciare a qualsiasi formalità e di rispondere alle domande su come era avvenuto [il palpeggiamento]: quest'uomo non aveva tenuto in considerazione nessuna formalità quando mi ha aggredita. Mi è stato detto che [la mia testimonianza] è stata quella in cui si è ripetuta più volte la parola 'culo' nel tribunale federale del Colorado".

Infine, Taylor Swift dice che presentarsi di fronte ad una corte per affrontare comportamenti scorretti come abusi e molestie è stata "un'esperienza solitaria e estenuante".

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