Nick Cave in Israele, Roger Waters e Brian Eno controbattono: ‘Non riguarda la musica, ma i diritti umani’
Tutto è iniziato alcuni giorni fa, quando l’ex Pink Floyd Roger Waters e altri esponenti del mondo musicale avevano rivolto a Nick Cave l’appello di non suonare in Israele, una delle tappe del tour del Re Inkiostro per il suo ultimo “Skeleton Tree”, adducendo quale motivazione le controverse politiche adottate dallo Stato Ebraico nei confronti della questione palestinese. La risposta del musicista australiano è arrivata ieri, nel corso di una conferenza stampa a Tel Aviv, con un netto rifiuto della richiesta di dietrofront, poco prima di esibirsi per il primo dei due concerti nella città.
Con un comunicato, Roger Waters, Brian Eno e altre voci del BDS (Boycott, Divestment and Sanctions Movement), come i registi Ken Loach e Aki Kaurismaki, hanno replicato all’autore di “The Weeping Song”. Queste le parole di Waters:
Nick pensa che si tratti di censurare la sua musica? Cosa? Nick, con tutto il dovuto rispetto, la tua musica è irrilevante per la questione, così come lo è la mia, quella di Brian Eno e quella di Beethoven, non riguarda la musica, riguarda i diritti umani.
Questo è, invece, ciò che ha scritto Brian Eno:
Non ha niente a che vedere con lo zittire gli artisti – un’accusa che trovo piuttosto irritante quando usata in un contesto dove milioni di persone sono costantemente e orribilmente zittite.
È possibile leggere qui il testo integrale delle repliche.