Bjork, altri dettagli sulle molestie e la risposta al 'regista danese': 'Accusata di essere difficile perché non consenziente'

Bjork, altri dettagli sulle molestie e la risposta al 'regista danese': 'Accusata di essere difficile perché non consenziente'

La cantante, autrice e compositrice islandese è tornata a denunciare - questa volta più nel dettaglio - le molestie delle quali è rimasta vittima da parte di quello che lei ha definito "in regista danese" e che in molti sospettano essere Lars von Trier, che diresse Bjork nel 2000 in "Dancer in the Dark".

Il cineasta co-fondatore del movimento Dogma 95 nelle ultime ore ha negato ogni addebito in riferimento alle prime accuse dell'artista, parlando solo di "una grande inimicizia" tra lui e la voce di "Post": alla sua dichiarazione ha fatto eco quella del suo produttore, secondo il quale "eravamo noi le vittime. Questa donna era più forte di Lars von Trier, di me e dell'azienda messi insieme. Si imponeva su tutti". La cantante, pur non rispondendogli direttamente, nel pomeriggio di oggi, martedì 17 ottobre, sul proprio account ufficiale Facebook ha pubblicato un post molto esplicito: "Mi sento molto in difficoltà a sviscerare un argomento di questa natura in pubblico", scrive Bjork, "Specialmente quando viene immediatamente ridicolizzata e offesa. La mia simpatia a quante hanno esitato, anche per anni".

Poi, dopo la premessa, l'elenco delle molestie subìte: "Dopo ogni ciak, il regista mi correva incontro abbracciandomi davanti a tutta la troupe o mentre eravamo da soli, stringendomi per diversi minuti contro la mia volontà. Dopo due mesi gli ho detto che avrebbe dovuto smetterla di toccarmi: lui si è arrabbiato e ha sfasciato una sedia davanti a tutti, come se fosse abituato a molestare le sue attrici. Quel giorno ci mandarono tutti a casa".

"Durante tutta la lavorazione, continuava a prodursi in sussurrii indesiderati e agghiaccianti circa proposte sessuali molto esplicite, certe volte mentre sua moglie era lì, accanto a noi", continua Bjork: "Mentre giravamo in Svezia ['Dancer in the Dark' fu effettivamente girato in parte in Svezia, a Billingsfors, a Trollhättan, a Kil e a Trollhättan, ndr] minacciò di arrampicarsi dal suo balcone nella mia camera nel mezzo della notte con chiare intenzioni sessuali, mentre sua moglie era nella stanza di fianco. Mi rifugiai nella camera di alcuni amici. Fu l'episodio che mi fece aprire gli occhi".

Poi la risposta all'"inimicizia" citata nella smentita di von Trier: "Riguardo alle storie false su quanto fossi io a essere difficile come collega riferite dal suo produttore: questo - prendere di mira la vittima - è esattamente il 'medoto Weinstein'. Non mi sono mai rimangiata la parola. Non mi sono mai dimostrata consenziente a venire molestata, e questo mi ha fatto diventare 'difficile'. Ma ciò che è veramente difficile è resistere nel venire trattate così. Sappilo".

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