Beck Hansen è forse uno degli artisti più capaci e camaleontici di che ha attraversato gli ultimi tre decenni del pop-rock.
Reduce da un trionfo di critica e premi con “Morning Phase” di tre anni fa, un disco folk e malinconico, l'artista californiano decide di cambiare completamente rotta con un disco di pop contemporaneo, dove mescola come sempre il funk, dance e il rock ma con un tocco molto leggero e mainstream. Per questo si è fatto aiutare da Greg Kurstin, suo ex tastierista a inizio carriera ora diventato celebre produttore pop (una su tutti, Adele). Il risultato è piacevole, ma con molti momenti piuttosto scontati, considerando gli standard di Beck.
L'impressione è di trovarci di fronte a un talentuoso artista in preda a una sorta di crisi di mezza età con la voglia di fare un disco pop, senza pensarci troppo – anche se la gestazione di “Colors” è durata più di 2 anni – e senza riuscirci pienamente.