Demi Lovato è appena tornata sulle scene discografiche, dopo due anni di silenzio, con un nuovo album in studio, "Tell me you love me": il disco, il sesto della sua carriera, è stato anticipato da un singolo - "Sorry not sorry" - che ha riscosso buoni successi nelle classifiche di vendita e negli airplay radiofonici, tanto negli States quanto in Europa. Insomma, Demi Lovato sembra stare piuttosto bene, sia a livello professionale che a livello personale. Ma c'è stato un periodo in cui la 25enne popstar ha rischiato di finire risucchiata in un brutto tunnel: quello della droga.
È successo intorno al 2011, quando Demi, da poco uscita dalla "scuola" Disney dopo aver rivestito per qualche anno il ruolo di star della serie tv "Camp Rock", ha cominciato a camminare da sola, a cercare di costruirsi una carriera discografica al di là della Disney.
In una recente ospitata al talk show della tv britannica "The Jonathan Ross Show" la cantante ha ricordato quel periodo e ha raccontato la sua battaglia contro la dipendenza. Demi ha ricordato di aver toccato il fondo e ha fatto sapere che se non avesse avuto al suo fianco gli amici e la famiglia, probabilmente da quel tunnel non ne sarebbe mai uscita.
"'Ce ne andiamo', mi dissero. E in quel momento ho pensato: 'Ok, devo davvero farmi aiutare e disintossicarmi'. Avevo toccato il fondo".
La cantante ha deciso di disintossicarsi soprattutto per sua sorella:
"Una delle principali ragioni che mi hanno spinto a disintossicarmi è stato il fatto che solo in questo modo potevo stare vicina a mia sorella, perché mia mamma e mio papà mi avevano detto che non potevo avvicinarmi a lei se mi facevo di roba".
Demi ha così deciso di rinchiudersi in una clinica di rehab, di ripulirsi. Il percorso di disintossicazione si è concluso proprio nel 2011: oggi la cantante è co-proprietaria di una clinica di recupero.