Lollapalooza Berlin 2017, il resoconto della seconda giornata: il trionfo dei Foo Fighters (con Perry Farrell) - SCALETTA

Lollapalooza Berlin 2017, il resoconto della seconda giornata: il trionfo dei Foo Fighters (con Perry Farrell) - SCALETTA

Erano stati chiamati per farlo, e l'hanno fatto: i Foo Fighters hanno asfaltato l'edizione 2017 del Lollapalooza di Berlino con una scaletta da ventuno canzoni che ha spazzato via ogni dubbio. Possono piacere o meno - del resto, è stato lo stesso Dave Grohl ad ammettere di "non essere mica John Lennon", ma il gruppo di "Sonic Highways" ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse bisogno, di essere una delle più solide live band in circolazione. Ma cominciamo da principio.

Sono passate da poco le 13 di domenica 10 dicembre quando Bonaparte sale su uno dei due main stage di Hoppengarten: svizzero di nascita ma residente a Berlino, Tobias Jundt porta sul palco una scarica di dance-punk puntellata da trovate sceniche trash-pop - strip-tease maschili e femminili, una ballerina-zombie in bikini, e via così - che comunque fa rende il set tutto sommato gradevole: contrariamente alla giornata di sabato, il meteo per il gran finale del "Lolla" europeo ha mostrato clemenza, e i quasi venti gradi fatti registrare all'ippodromo della capitale tedesca mettono la platea di buon umore.

A Jubdt subentrano i Django Django: Vincent Neff e David Maclean sono bravi e ci mettono il cuore, ma il contesto gioca loro (leggermente) contro. Sarà che un main stage alle tre del pomeriggio è troppo dispersivo per una band come la loro, sarà il sole ancora alto nel cielo o il volume del mixer ancora piuttosto basso, ma la loro apparizione - pur valida - purtroppo non lascia il segno che avrebbe meritato. Peccato.

Anne-Marie, salita sul main stage a metà pomeriggio, ha rappresentato la parentesi mainstream pop del Lollapalooza Berlin 2017: il suo set fila via rapido e indolore, tra ammiccamenti al pubblico e tonnellate di doppiaggi vocali pre-registrati in base. Tante accorrono a vederla dal Perry's Stage, l'angolo consacrato alla dance, ma il grosso della platea ne approfitta per rifornirsi di cibo e bevande. Perché la giornata, effettivamente, sarebbe stata ancora lunga. La jungle dei Rudimental, di contro, riesce a dare una scossa anche alla platea meno avvezza alle sonorità elettroniche: saranno le radici del loro set, che affondano senza nascondersi nelle sonorità in levare tutto sommato classiche, sarà la sezione ritmica prodigiosa, ma il collettivo londinese - che richiama sul palco Anne-Marie per una riproposizione dal vivo del duetto sul singolo "Rumour Mill" - riesce ad attirare l'attenzione anche di chi, sulla carta, li avrebbe considerati un momento morto della maratona domenicale.

La parte conclusiva del pomeriggio, come nella giornata di ieri, è completamente appannaggio di artisti locali. Da una parte, sul primo main stage, a tenere banco è il rock degli AnnenMayKantereit da Colonia: caratterizzati più dall'atteggiamento che dalle sonorità, Henning May e soci riescono ad essere quanto mai trasversali, conquistando l'attenzione sia di una fetta del pubblico dell'Alternative Stage - dove si erano appena esibiti i Metronomy - sia di una parte dei fan dei Foos, quella arrivata in ritardo rispetto all'inizio della giornata ma con un discreto anticipo rispetto al via del set di Grohl e soci. Dall'altra, sul secondo main stage, il protagonista è stato Cro: classe 1990, al secolo Carlo Waibel, il rapper di Stoccarda si fa calare sul palco da una piattaforma che poi si trasforma in un supporto per le luci di scena. Va da sé: a fare il tifo sono le giovanissime. Ma nelle code ai punti ristoro non era poi così raro vedere rocker attempati - almeno per quella che era l'età media della platea - e con t-shirt programmaticamente istituzionali battere il piede a tempo.

Poi, appunto, è venuto il turno dei Foo Fighters. Che, come osservato prima, possono benissimo essere considerati una band che non farà prendere al rock una piega diversa da quella che ha già, ma che sui grandi palchi e davanti alle folle delle grandi occasioni non sbaglia un colpo. La prima pennata di chitarra azzera i bassi synth che ancora rimbalzano tra gli speaker degli altri palchi e mettono subito in chiaro le cose: per le prossime due ore, il Lollapalooza sarà roba loro.

L'attacco viene affidato a "I'll Stick Around", alla quale vengono fatte seguire praticamente senza stacchi "All My Life" e "Learn to Fly": stabilito il giusto feeling con pubblico, Grohl e i suoi entrano a regime, infilando tra le altre "The Pretender", "Big Me" e "My Hero", senza dimenticare la nuovissima "The Sky Is a Neighborhood" eseguita per l'occasione insieme alla protetta dell'ex batterista dei Nirvana Taylor Greenwood. Il meglio, però, doveva ancora venire: dopo un siparietto dove si accenna a "Another One Bites the Dust" dei Queen e a "Blitzkrieg Bop" dei Ramones e una manciata di brani - tra i quali "These Days" sul palco si materializza nientemeno che il padrone di casa, Perry Farrell, che da padre spirituale del Lollapalooza sotto il cielo di Berlino torna alle origini, prestando ai Foos la propria voce per una versione di "Mountain Song" dei suoi Jane's Addiction. E' gioco, partita e incontro: la marcia trionfale prosegue sulle note di "Breakout", "This Is a Call", "Best of You" ed "Everlong", che in molti - compreso chi scrive - ascoltano incamminandosi loro malgrado verso l'uscita. I problemi di collegamento tra il sito del festival e il resto della città, infatti, non sono ancora del tutto risolti - tanto da far registrare già prima di mezzonotte la chiusura a intermittenza della stazione della S-Bahn di Hoppengarten, e a farne le spese sono gli XX e chi avrebbe avuto il piacere di ascoltarli.
(dp)

 

Ecco la scaletta dei brani eseguiti dai Foo Fighers al Lollapalooza Berlin 2017:

I'll Stick Around
All My Life
Learn to Fly
The Pretender
Big Me
Run
My Hero
The Sky Is a Neighborhood (con Taylor Greenwood)
Another One Bites the Dust (Queen) / Blitzkrieg Bop (Ramones)
Cold Day in the Sun
Congregation
Walk
These Days
Rope
Mountain Song (cover dei Jane’s Addiction, con Perry Farrell)
Times Like These
Breakout
This Is a Call
Best of You
Wheels
Everlong

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