Bros, il ritorno: sabato sera dal vivo alla O2 Arena di Londra. VIDEO

Era il 1987 quando anche l'Italia venne scossa dalla cosiddetta "Bros-mania". I Bros erano una boy band, un trio in cui militavano due fratelli gemelli - Luke e Matt Goss - e Craig Logan. Furono una specie di collegamento fra la stagione dei Duran Duran e degli Spandau Ballet (i primi anni Ottanta ) e la stagione dei Take That, i primi anni Novanta.
In Inghilterra, i Bros furono un fenomeno enorme: misero in fila una serie di hit da classifica ("I Owe You Nothing", numero uno, "When Will I Be Famous?", numero 2, "Drop the Boy", numero due, il doppio lato A "Cat Among the Pigeons" / "Silent Night", numero due, e "I Quit", numero quattro).

Com'era esplosa, la mania finì: e i biondi gemelli Goss sciolsero la band (intanto erano rimasti in due) e presero altre stade, uno ancora nella canzone, l'altro nel cinema.
Ma per capire quanto sono stati famosi i Bros in Gran Bretagna basta un dato: quando è stato annunciato, lo scorso ottobre, che ci sarebbero stati due concerti di reunion dei Bros alla O2 Arena di Londra, i 40.000 biglietti sono andati esauriti in sette minuti. Segno che l'esercito delle "Brosettes", benché con trent'anni in più sulle spalle (oggi stanno fra i quaranta e i cinquant'anni) è ancora folto e agguerrito; o segno che tutto il mondo è paese, e la nostalgia è canaglia dovunque.
Certo, lo stadio di Wembley, dove i Bros avevano tenuto l'ultimo concerto, era un bel po' più grande, rispetto alla O2 Arena; ma allora i gemelli Goss avevano ancora i capelli, benché tagliati corti, come si vede nei video qui sotto:

Adesso stanno per compiere cinquant'anni, però il fisico regge ancora:

La voce, beh, quella non era straordinaria nemmeno all'epoca…

Eco i Goss di oggi in un'intervista della TV inglese:

Al pubblico della O2 Arena hanno detto:

Siamo tornati solo per voi, siete l'unica ragione per la quale siamo qui, e ci piacerebbe che questo fosse il primo di una lunga serie di concerti.

Da quel che si sente dire, a parte Londra e Manchester, di altri concerti non se ne parla, almeno a breve, perché quelli preannunciati sono stati cancellati per scarse prevendite. E se le (promesse? minacciate?) nuove canzoni sono all'altezza dell'inedito fatto ascoltare ieri sera, "Love can make you fly", che il feroce critico del Guardian ha definito "atroce", allora non è detto che l'eventualità di un ritorno anche discografico sia così una buona idea.

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