“Hydra” è miglior album dei Toto che non avete ancora ascoltato. Stretto fra la fama dell’esordio e il successo di “Toto IV”, l’album del 1979 viene spesso sottovalutato, se non dimenticato. E invece è uno dei lavori più interessanti della band californiana. Lanciato dal singolo “99”, una ballata ispirata dal film del 1971 di George Lucas “L’uomo che fuggì dal futuro”, l’album è la conferma dopo il boom di “Toto”. Quasi ci si scorda di quanto giovani fossero questi musicisti, quasi tutti sotto i 30 anni. “Hydra” è anche l’album con cui i Toto dichiarano la propria indipendenza: dai giudizi impietosi della critica che in quel periodo è interessata maggiormente al punk, ma anche dal successo del primo album. Al posto di cercare di replicarlo, David Hungate, Bobby Kimball, Steve Lukather, David Paich e i fratelli Jeff e Steve Porcaro espandono ulteriormente i propri orizzonti musicali.
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È l’inizio del 1979 e a Los Angeles iniziano le sedute di registrazione del disco. La band è sì reduce da un grande successo commerciale, ma anche da alcune critiche feroci. Sono gli anni del punk e il gruppo formato da session man californiani non è quel che i giornalisti vogliono ascoltare. La risposta arriva idealmente sotto forma di un pezzo di oltre sette minuti di durata che apre e dà il titolo all’album. “Hydra” fonde lo stile dei californiani con le idee tipiche del progressive rock, con vari cambi di tempo e un’atmosfera fiabesca calata in un contesto metropolitano. “Avevo 20 anni quando abbiamo cominciato a registrare
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