"Quando cominci a cantare queste canzoni, devi avere Frank in mente. Perché lui è la montagna. Questa è la montagna che dovrai salire, anche se si parte solo della strada. E' difficile trovare una canzone che non ha fatto". Se negli anni 060 fa aveste detto a qualcuno che Bob Dylan avrebbe inciso non uno, non due ma 5 dischi ispirati da Frank Sinatra, vi avrebbero riso dietro. Più improbabile della vittoria del Nobel, che pure è arrivata nel 2016.
Dylan aveva anche cantato alla festa per l'80 compleanno di Sinatra, nell'95. "Happy birthday, mr. Frank", disse. Ma dedicare tre anni della sua carriera a Frank?
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Lo stesso anno del Noble, invece è arrivato "Triplicate", triplo CD e terzo album di canzoni ispirate dal grande canzoniere americano dopo "Shadows in the night" e "Fallen Angels. Sinatra è stato sommo interprete di quel repertorio. "La gente parla di Frank tutto il tempo. Aveva questa capacità di entrare nella canzone in maniera intima. Frank canta per te - non a te", raccontò Dylan, nell'unica intervista concessa al riguardo, ad AARP magazine nel 2015. "Non ho mai voluto essere un cantante che canta a qualcuno. Ho sempre voluto cantare per qualcuno. Io stesso non ho mai comprato dischi di Frank Sinatra. Ma lo sentivi comunque - in una macchina o in un jukebox. Certamente nessuno adorava Sinatra negli anni '60 come successi negli anni '40. Ma non è mai andato via".
Quando gli chiesero se era una mossa rischiosa, Dylan rispose sprezzante: "Rischioso? Come camminare su un campo minato? O come lavorare in una fabbrica di gas velenoso? Non c'è niente di rischioso nel fare dischi. Mi paragono con Frank Sinatra? Stai scherzando. Anche solo essere menzionati asseime nello stesso è una specie di complimento".
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