“Hey Bruce, abbiamo bisogno di te”. Una persona ferma il Boss ad un incrocio, mentre sta guidando la macchina, poco dopo l’11 settembre. Tira giù il finestrino, e dice quelle parole che colpiranno nel profondo Springsteen: non solo le racconterà più volte, anche nella sua biografia, ma daranno vita nuova alla sua musica.
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E’ lì che nasce il grande capolavoro della fase più recente della carriera di Bruce Springsteen: perché lui risponde a quella richiesta d’aiuto con “The rising”, il disco in cui racconta il sogno americano, spezzato in un modo che mai nessuno avrebbe potuto immaginare, e anche la voglia di rinascita e di ripartire. E lo fa con un disco rock che ha due caratteristiche: è il primo album di studio dopo la reunion della E Street Band, avvenuta dal vivo nel ’99. Ed è il primo disco in cui Bruce lavora con un produttore esterno, Brendan O’ Brien, il nume tutelare del rock americano degli anni ’90, collaboratore di Pearl Jam, Black Crowes, Neil Young.
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