Mancava solo lui, ed è arrivato. Non che se ne sentisse granché il bisogno, ma insomma anche Dhani Harrison, il figlio del Beatle scomparso nel 2001, musicista anche lui come il padre, dopo l'esordio da ragazzo come assistente del padre per "Brainwashed", l'album di George uscito postumo, tre album e due EP con i thenewno2, e l'esperienza con Ben Harper e Joseph Arthur come Fistful of Mercy, Dhani Harrison, all'età di 38 anni, esordisce da solista.
E così, appunto, dopo Zak Starr (batterista come papà Ringo, e piuttosto apprezzato, anche - ha suonato, fra l'altro, per gli Who e gli Oasis), e dopo i due figli di John Lennon, entrambi musicisti (anche se il primogenito Julian ha quasi smesso di fare dischi, e quelli che fa il secondogenito Sean restano abbastanza confinati ai margini del mainstream), e dopo il figlio di Paul McCartney, James Louis McCartney, due (trascurabili) album e due (altrettanto trascurabili) EP all'attivo, anche l'erede Harrison si mette in proprio.
Dhani Harrison sta infatti lavorando a un album che dovrebbe uscire in autunno, e si appresta a debuttare da solista anche dal vivo: succederà il 24 luglio all'Echo Club, un piccolo locale di Los Angeles da 350 posti.
Si capirà quindi se, dopo aver vinto un Grammy come chitarrista nel 2004, dopo aver suonato a fianco di Eric Clapton, Wu-Tang Clan, Prince, Pearl Jam, Jakob Dylan, e dopo aver composto colonne sonore per il cinema e la TV, Dhani ha la stoffa per essere paragonato al padre.
La storia dei figli d'arte dice che non sarà una passeggiata.