Eurovision Song Contest 2017: oltre la fiera del trash c'è di più

Eurovision Song Contest 2017: oltre la fiera del trash c'è di più

Anche se nell'era dei social ha finito per somigliare più a una celebrazione del trash, piuttosto che a un concorso di canzoni, l'Eurovision Song Contest resta uno degli appuntamenti musicali internazionali più importanti per gli appassionati di musica. Se non altro, perché - pur essendo un potentissimo spettacolo televisivo, dove lo spettacolo a volte conta più delle canzoni - offre una bella fotografia della musica che gira per l'Europa e delle proposte musicali non solo dei paesi con cui siamo abituati a confrontarci a livello discografico (Inghilterra, Francia, Spagna), ma anche dei paesi la cui musica raramente riesce ad arrivare alle orecchie del pubblico italiano passando per i canali tradizionali come radio e tv.

La proposta musicale del concorso è sempre molto varia e ce n'è per tutti i gusti anche per l'edizione 2017, la sessantaduesima, che partirà questa sera (ecco tutte le informazioni). Le orecchie più raffinate potrebbero trovare decisamente interessanti i rappresentanti di Azerbaigian, Macedonia e Bielorussia: in gara per l'Azerbaigian c'è la cantante Diana Hajiyeva (già voce della band dei Dihaj) con "Skeletons", un pezzo con sonorità che rimandano a quelle delle colonne sonore dei film sci-fi anni '80, molto fighe; restando in tema anni '80, la rappresentante macedone Jana Burceska porta in gara una canzone, "Dance alone", che ai più potrebbe ricordare la migliore Madonna, un pezzo dance e elettronico ma per niente tamarro; completamente diversa, invece, la proposta dei bielorussi NAVI, che con la loro "Story of my life" porteranno sul palco dell'Eurovision Song Contest una canzone dalle sonorità folk e dalle atmosfere da colonna sonora disneyiana - faranno divertire e cantare.

Il concorrente che secondo gli scommettitori potrebbe mettere i bastoni fra le ruote a Francesco Gabbani e alla sua "Occidentali's karma" è il portoghese Salvador Sobral: si presenta in gara con "Amar pelos dois", una canzone in lingua portoghese dalle sonorità jazz, interpretata con molta eleganza. Il rischio che corre, però, è di annoiare un po' chi non è appassionato di musica jazz - e il fatto di cantare in portoghese da un lato potrebbe aiutarlo, perché è uno dei pochi che canta nella propria lingua, ma dall'altro potrebbe rappresentare un limite della sua esibizione.

La quota r&b e soul, quest'anno, è ben rappresentata da Australia e Austria: direttamente dalla terra dei canguri arriva a Kiev Isaiah Firebrace, diciottenne vincitore dell'ultima edizione della versione australiana di "X Factor", che con "Don't come easy" propone una canzone in pieno stile Sam Smith, voce soul al centro e piano ad accompagnare l'interpretazione; l'austriaco Nathan Trent, invece, con "Running on air" più che a Sam Smith sembra guardare all'r&b tutto beat e chitarre di Ed Sheeran - entrambi potrebbero acchiappare i voti del pubblico dei giovanissimi. Si mantiene vicino ai territori del soul anche il Regno Unito: Lucie Jones, salita alla ribalta nel suo paese nel 2009 grazie alla partecipazione a "X Factor", è in gara con "Never give up on you", una ballad strappalacrime in stile Adele.

Il compito di far ballare il centro congressi che ospiterà l'edizione 2017 dell'Eurovision Song Contest è affidato ai rappresentanti di Montenegro, Israele e Norvegia: "Space" (cantata da Slavko Kalezic), "I feel alive" (interpretata da Imri Ziv) e "Grab the moment" (cantata da JOWST e Aleksander Walmann) sono tre pezzi dance, con una ritmica trascinante e quei tastieroni che nelle ultime edizioni del concorso hanno segnato il successo di diversi concorrenti - come Loreen, che con la sua "Euphoria" riuscì ad aggiudicarsi la vittoria dell'edizione del 2012.

Se non siete amanti del kitsch (da non confondere con il trash), allora vi converrà cambiare canale al passaggio dei romeni Ilinca e Alex Florea: la loro "Yodel it" è caratterizzata da un mix tra strofe rap e un ritornello in stile yodel, qualcosa di davvero orripilante. Se invece siete dei rockettari, allora non perdetevi la performance degli ucraini O.Torvald: con la loro "Time" sono davvero gli unici a portare sul palco dell'Eurovision Song Contest 2017 del sano rock.

di Mattia Marzi

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