Sheryl Crow - la recensione di "Be Myself"

Sheryl Crow - la recensione di "Be Myself"

Dopo avere giocato con il country in “Feels like home”,  Sheryl Crow torna al pop-rock e al sound che la rese famosa negli anni ’90.  “Be myself” è stato prodotto da Jeff Trott e Tchad Blake, ovvero i collaboratori di brani come  ”My Favorite mistake" and "Everyday is a winding road” e dei dischi “Sheryl Crow” (1996) e “The Globe Sessions” (’98).

 Produzione e scrittura e perfette, pure troppo. "Be yourself" nasce per reazione a dei dischi di genere, i precedenti, e finisce per diventare a sua volta il disco di un genere che oggi non c'è quasi più. Ciò che rimane è Sheryl Crow, che non è poco: una brava cantante una brava autrice. Un disco piacevole, insomma, a cui non bisogna chiedere troppo.

 

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