Polistrumentista nato a Sassari, Udde si forma nella scena metal e wave come chitarrista dei Soyland Green. Solista dal 2012, anni di pubblicazione del suo primo EP intitolato “Fog”, torna a cinque anni di distanza con il suo primo LP. L'album s’intitola “The familiar stranger” e conta undici tracce, composte, registrate e mixate da Udde in completa solitudine. Il mastering invece è opera Carl Saff, del Saffmastering di Chicago.
“Un disco pop, forse un po' spatinato, ma il pop da la possibilità di fare più o meno quello che si vuole, perché comunque rimane becero pop. The Familiar Stranger è “voyeurismo” puro, senza giudizi, critiche, approvazioni, condanne e assoluzioni (sempre che il sarcasmo non sia di per sé un giudizio).” I testi del disco riprendono la tradizione pop inglese: semplici, se non addirittura elementari e banali quadretti di vita di provincia. Si parla di vicini di casa, violenze e vendette, weekend freddi, dipendenze da bar, noie sentimentali, rozze madri adolescenti, emigrati in Germania, preti innamorati, puzza di fritto, chirurgia, tossici innamorati, famiglie numerose, deserti estivi.
New wave e (electro)pop di quello raffinato, impreziosito da una succulenta marezzatura dark. Con Bowie a fare capolino, almeno tanto quanto i Depeche Mode, gli Hurts e via discorrendo. Questo è “The familiar stranger”, album d’esordio di Udde...