Greg Dulli (Afghan Whigs): è solo rock'n'roll - INTERVISTA

Greg Dulli (Afghan Whigs): è solo rock'n'roll - INTERVISTA

Il prossimo 5 maggio uscirà il nuovo album degli ormai leggendari Afghan Whigs. Il disco si chiama "In Spades" e sarà l'ottavo episodio in studio del gruppo originario di Cincinnati.

Abbiamo avuto modo di fare quattro chiacchiere con il carismatico - e affabilissimo - frontman Greg Dulli che ci ha raccontato qualche particolare stuzzicante sui nuovi brani, la loro genesi e alcune collaborazioni in ballo...

Greg, parlaci un po' dei nuovi brani. Sono molto introspettivi, maturi e quieti... come nascono? Da cosa traggono ispirazione?
Ogni album che faccio rispecchia il modo in cui mi sento in quel determinato momento. Scrivo sempre di ciò che conosco e che sento, spesso di ciò che sto cercando di capire o sto affrontando. I pezzi sono assemblati come un collage. E per i testi ho lavorato moltissimo sulla fonetica, ho fatto una ricerca approfondita per combinare i suoni, le a, le o, le u... quindi in pratica ho costruito i testi attorno ai suoni, più che a dei concetti o delle idee precise. Mi sono concentrato sul suono delle parole e su come stavano messe insieme, quindi c'è un grosso lavoro sui vocaboli.

Pensi che ci sia un tema comune che unisce le canzoni del nuovo disco?
Ho la netta sensazione che in questo disco il tema di fondo, quello che può legare i brani fra loro, sia il ricordo. Mi interessano la memoria e il modo in cui uno stesso ricordo può cambiare a seconda delle persone, a volte essere anche antitetico... immagina: se noi fossimo andati a bere insieme qualche anno fa e ne parlassimo ora, sicuramente avremmo ricordi diversi l'uno dall'altro, della stessa situazione. Mi colpisce molto, in particolare, quando le persone mi raccontano di come ero e di come mi hanno percepito... e io magari non ricordo nulla di ciò che mi dicono (ride). Quindi sì, nella maggior parte delle canzoni ho parlato di memoria, dei ricordi e della voglia di non dimenticare.

Cosa mi dici della copertina? E' molto suggestiva...
Ho trovato io per caso l'immagine del demone della copertina e mi è piaciuta molto. Quindi ho contattato personalmente l'artista: è molto talentuoso... mi piace guardare questa illustrazione, è potente e forte. Evocativa e misteriosa.

Gli Afghan Whigs a lungo, soprattutto negli anni Novanta, sono stati accomunati al filone grunge... anche se non c'entravano. Cosa ne pensi?
Per prima cosa ci tengo a dire che, fin dall'inizio, ogni band in cui sono stato io l'ho sempre definita rock'n'roll. Io suono rock'n'roll. Il rock'n'roll è un campo grande, ampio, vastissimo, pieno di diverse sfumature e coloriture. Sai, il grunge non è altro che un'invenzione di un giornalista inglese per etichettare tutti i gruppi che arrivavano da Seattle. Noi, poi, non eravamo nemmeno di Seattle! Ma siamo stati il primo gruppo non di Seattle a firmare per Sub Pop... ed è così che siamo finiti nel calderone del grunge, anche se non ne facevamo parte davvero. In ogni caso, io non ho nulla contro quel tipo di musica... mi piace molto. Ho amato Nirvana, Mudhoney, Tad, Fluid (un gruppo che davvero mi faceva impazzire). Certo è che non ho mai pensato che noi fossimo parte di quella scena. Il fatto è che non puoi tappare la bocca a tutti, non potevo certo telefonare a tutti i giornalisti del mondo per dire loro: "Hey amico, non dire che siamo un gruppo grunge!"... non avevo alcuna possibilità di oppormi. Fate come volete! (ride) Anzi, a dirla tutta, quell'etichetta ci ha portato molta esposizione: sono convinto che molte persone ci abbiano scoperto per via del termine "grunge" e senza quell'associazione non si sarebbero mai prese la briga di ascoltare un nostro album. Insomma, così hanno scoperto qualcosa di nuovo. Quindi dico che è stata una cosa positiva: nessun problema.

Quindi siete un gruppo rock'n'roll...
Gli Afghan Whigs hanno sempre suonato rock'n'roll. Sempre. Il rock'n'roll è blues, r&b, country, heavy metal... è un grande nido accogliente e mi piace usarne tutte le sfumature.

Hai qualcosa in programma con i tuoi amici degli Afterhours?
Rodrigo verrà a suonare qulche concerto con noi in Inghilterra; noi saremo in tour europeo in agosto e gli Afterhours saranno invece in giro per l'Italia nello stesso periodo. Quindi dopo la fine del nostro tour ci incontreremo per vedere di combinare qualcosa insieme... magari qualche live. Quando ho visto Rodrigo a Milano, qualche settimana fa, ci siamo messi d'accordo e in autunno verrò in Italia per cominciare a lavorare assieme a della nuova musica. Non so cosa ne uscirà e cosa faremo, ma registreremo dei pezzi di sicuro.

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