“Vi imbarazza comprare il mio nuovo album? La festa della mamma potrebbe rappresentare la scusa perfetta”. James Blunt è perfetto su Twitter - a parte quando dice "Devo mostrarvi qualcosa di grosso" e posa nudo con un'enorme copertina dell'album a coprirgli il pube - ma è meno brillante quando fa musica. Nel suo nuovo album vernicia di fresco la sua musica, ma gli mancano vitalità, idee, originalità.
E pensare che la faccenda era iniziata benissimo: “Se pensate che il 2016 sia stato un brutto anno”, twittava tempo fa James Blunt con una buona dose di autoironia, “sappiate che nel 2017 pubblicherò un disco”. Ha poi postato la cover di “The afterlove” montata a fianco di quella del greatest hits del 1995 di Bruce Springsteen: “Non posso credere che Springsteen abbia copia la copertina del mio nuovo album”. Pochi giorni fa una nuova trovata: “Vi imbarazza comprare il mio nuovo album? La festa della mamma potrebbe rappresentare la scusa perfetta”. In quell’arena di cinici e battutari iconoclasti che è Twitter, il cantautore pop di “You’re beautiful” (o il suo social media manager) poteva fare una brutta fine. E invece ha dimostrato di saper gestire in modo perfetto il suo profilo, esibendo una capacità rara di spiazzare i troll, tramutando il disprezzo in ammirazione. Non è altrettanto brillante quando fa musica.