Clementino, nell’album ‘Vulcano’ il Black Pulcinella mischia rap e commedia– VIDEOINTERVISTA

Clementino, nell’album ‘Vulcano’ il Black Pulcinella mischia rap e commedia– VIDEOINTERVISTA

Clementino ha appena finito di parlare al telefono con Paolo Sorrentino. Il rapper di Nola chiude il nuovo album “Vulcano” con una sorta di cut-up di citazioni dai film del premio Oscar e il regista l’ha ringraziato. “Abbiamo parlato in dialetto. Mi ha detto che l’ho fatto emozionare. Dice che ho beccato le cose più sue, private, che aveva un po’ nascosto nei film”. C’è poi Elio Germano, che in un clippino recita il testo dell’ultimo singolo di Clementino “Tutti scienziati”. E c’è il video della canzone, in cui il rapper e Andrea Panciroli rendono omaggio al film con Massimo Troisi e Roberto Benigni “Non ci resta che piangere”. Tanta commedia, insomma. “Sai, ho fatto l’animatore turistico per 13 anni, mi vestivo da Pokemon, i bambini mi picchiavano. Mi sono iscritto all’Università dello Spettacolo, ho fatto ’Il canto del cigno’ di Cechov e ‘Cime tempestose’ di Emily Brontë, ‘na palla tanta. Volevo far l’attore e mi son ritrovato rapper. Elio Germano voleva fare il rapper, io l’ho conosciuto quando si esibiva con le Bestie Rare, e ha finito per diventare attore”.

Il lato da commediante di Clementino emerge in “Tutti scienziati”, una canzone “su una società in cui tutti credono di sapere tutto. Sui social sono tutti scienziati, tutti esperti, tutti allenatori dopo la partita. Mi considero un rapper ironico, un po’ come Eminem. Mi travesto, mi trucco, non faccio brutto perché fa non parte della mia personalità. Sono il primo esponente del Black Pulcinella, l’hip-hop italiano figlio un po’ di Snoop Dogg e un po’ di Pino Daniele”. Il titolo dell’album fa riferimento al Vesuvio, ma anche alla personalità del rapper. “Sono un vulcano, anche troppo forse. Il fuoco che ho dentro esce attraverso la scrittura e i concerti. E poi non potevo permettere che un altro facesse un album intitolato ‘Vulcano’, dovevo farlo io. Anzi, era il titolo provvisorio di ‘Miracolo’”, l’album del 2015 contenente l’ultima registrazione di Pino Daniele.

“Vulcano” è anche il primo album del rapper senza featuring. Lui, scherzando, la mette giù così: “È come l’Umanesimo, è come il Rinascimento, ci sono io al centro di tutto. Già m’immagino la mia faccia sull’Uomo vitruviano. Era ora di tirare fuori album in cui la mia voce è l’asse portante di tutte le canzoni. Anche musicalmente, volevo fare quello che piace a me, non quello che piace alla gente. Forse ho accontentato tutti per troppo tempo. In questo disco ci sono Shablo e Deleterio, ma anche beat di ventenni come David Ice o Yung Snapp e il produttore americano Amadeus, che fa cose in stile West Coast. Ci sono beatmaker nuovi e old school”. C’è anche un dissing, “A capa sotto”, ma non è rivolto a nessuno in particolare. “È un dissing contro tutti. La competizione fa bene ai rapper, è come nello sport”.

Nato nel 1982 a Cimitilie, vicino a Nola (NA), Clemente Maccaro affronta temi di attualità – nell’album c’è un pezzo sui migranti intitolato “Deserto” – ma non finge di essere un rapper di strada e nemmeno un grande pensatore. Offre intrattenimento e per spiegalo, cita il musical di Claudio Mattone “Scugnizzi”. “C’è un prete che prende i ragazzi di strada e li fa cantare. Arriva un camorrista e gli dice: ma tu credi che facendoli cantare smettono di essere dei criminali? E il prete risponde: no, ma per 5 minuti pensano a cantare e non a fare strunzate. Vale anche per me: magari qualcuno ascolta il mio disco e per 50 minuti non pensa a fare strunzate”. Pur dicendo di non essere adatto a parlare di politica, in passato Clementino si è esibito per il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. A proposito del recente scontro del sindaco con Matteo Salvini, il rapper ricorda il verso di Pino Daniele “Questa Lega è una vergogna”. “Vengo dal Leoncavallo di Milano, dal’Officina di Napoli, dallo Strike di Roma, non sputo nel piatto in cui mangio, ma sono anti-violenza. Non amo la politica: il napoletano non è né di destra, né di sinistra: è napoletano. De Magistris ha fatto tante cose buone, ma non posso dare torto a Saviano quando dice che ci sono tante altre cose che ancora non vanno. A casa mia, a Nola, è ancora piena Terra dei fuochi, la gente muore di cancro, ci sono chili di immondizia dietro casa mia”.

Clementino non è soddisfatto dell’esperienza di Sanremo 2017, dove ha portato “Ragazzi fuori”. “Forse bastava il primo anno”, dice riferendosi alla partecipazione a Sanremo 2016. “Mi è servito per fare promozione, ma non ce la faccio più ad essere concorrente di qualcosa, mi sono scocciato di censurarmi per accontentare questo o quell’altro. Voglio essere me stesso. Mi spiace non aver cantato la cover di ‘Svalutation’, la porterò nelle piazze questa estate”. Tra fine marzo e aprile, il rapper è impegnato con gli instore. In maggio farà qualche data in Europa: è un allenamento, lo chiama così, per il tour che farà da giugno a settembre in Italia, magari con una scenografia ispirata al titolo dell’album e al video dei Wu Tang Clan “Gravel pit”. Poi ci sarà una novità: “In inverno mi piacerebbe fare un tour non solo con un dj, ma anche con basso, chitarra, batteria e tastiere. In fondo, sono un ex chitarrista da falò. Mi vedo già un approccio un po’ reggae, figlio di Damian Marley che amo tanto. Anzi, quando avrò un figlio lo chiamerò Damian: non è male Damian Maccaro… Anzi, lo chiamerò col doppio nome Giuseppe Daniele, così sarà Pino Daniele Maccaro”.

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