Come sta la musica inglese vent'anni dopo la sbornia di birra, brit pop ed elettronica? La colonna sonora del sequel di "Trainspotting" avanza un'ipotesi. L'hip-hop s'è fatto strano, il pop si è impossessato del rock alternativo, l'euforia è stata sostituita dalla disillusione, però i classici sono sempre lì. Ci sono anche "Lust for life" di Iggy Pop e "Born slippy" degli Underworld, ma in versioni rimaneggiate, echi di un passato stonato.
Forse il commento più azzeccato l’ha scritto un utente di Amazon: “È come far visita a un tizio con cui si era amici negli anni ’90 e ascoltare con lui un po’ di vecchia musica e di roba nuova che potrebbe piacerti”. E chissà, magari questo era l’unico modo di assemblare la colonna sonora del sequel di “Trainspotting”, farne una via di mezzo fra un reebot della prima, che è pur sempre una delle soundtrack più amate dell’epoca della Cool Britannia, e un suo aggiornamento ai suoni e agli umori di oggi, con l’aggiunta di alcuni classici senza tempo.