Bouchra, la cantante italo-marocchina di "Yallah" che crede nell’integrazione – VIDEOINTERVISTA

Bouchra, la cantante italo-marocchina di "Yallah" che crede nell’integrazione – VIDEOINTERVISTA

Quattro cambi d’abito, montaggio frenetico, gran scuotimento di capelli e di mani, frasi come “we believe in stars”, vaghi richiami al Nord Africa. L’avrete forse visto il video di Bouchra. Si legge “Bushra”, a forza di storpiature in italiano è passato “Bùscera”. Il pezzo si intitola “Yallah”, feelgood pop con un pizzico di esotismo. “La parte in inglese parla di liberazione”, spiega la cantante e miniwebstar, “racconta di una ragazza che capisce che bisogna sicurezza in se stessi. La parte in arabo sono frasi d’amore per una persona che ho lasciato alle spalle per vivere meglio la mia vita”. Non stupisca l’uso dell’arabo: la ragazza è cresciuta in Italia, però è nata nel 1994 a Tiznit, in Marocco. “Non credo che questo conti molto”, obietta. Effettivamente la sua musica non ha molto a che fare col Marocco, però un po’ conta. Ecco come.

Bouchra Dibe nasce in Marocco, si è detto. A 3 anni viene in Italia con la famiglia. Motivi di salute. “Mi dovevano operare a un’anca. L’operazione era l’ultima spiaggia: se non l’avessi fatta, avrei zoppicato per il resto della vita. Le operazioni sono state tante, è stato un processo lungo, ci siamo trattenuti in Italia. I miei hanno cominciato a lavorare, i miei fratelli a studiare. Non era previsto, ma ci siamo costruiti la nostra vita qui”. Con qui intende Livorno e dall’accento si sente. Lei comunque è ancora cittadina marocchina – “Non mi sono posta il problema di chiedere la nazionalità italiana” – e dice di non dare gran peso alla sua doppia identità. “La mia famiglia non ha mai avuto grossi problemi”, assicura. “Io nell’integrazione ci credo, in Italia non ci sono problemi”. Al Marocco ci pensa ancora, è pur sempre casa sua, ogni tanto ci torna. Anche da cantante: laggiù hanno scritto un articolo su di lei, qualcosa si muove, la prospettiva di portare la sua musica in Marocco la rende felice. È di fede musulmana, ma preferisce non parlarne. “Me la vivo in modo molto personale”, dice, “e vorrei che rimanesse un fatto privato”. Tutto questo parlare della sua identità la stupisce. Si definisce “una ragazza nomale che potrebbe stare a Milano oppure a Marrakech”. O a Parigi, dove ha girato il video di “Blanc ou noir”, 1.250.000 visualizzazioni.

“Blanc ou noir” è la prima canzone di Bouchra dopo le cover caricate du YouTube. Internet c’entra, e parecchio, nel modo in cui la ragazza è arrivata a una major, la Universal. Attiva sui social, ospite di amici youtuber, una nata sul web, scriverebbero i giornali di carta. Ma quando le si chiede se è un’aspirante webstar tramutatasi cantante, fa partire una sfilza di “no no no no”. La spiega così: “Ho sempre avuto la passione per la musica. A 15, 16 anni sono andata a fare i pre-provini di X-Factor, il mio unico tentativo coi talent. Non mi hanno presa. Allora mi sono detta: devo costruirmi un mondo da sola. Ho aperto un canale YouTube dove ho cominciato a caricare cover. A quel punto ho cominciato a creare i miei profili social e la gente ho iniziato a seguirmi. I social sono venuti dopo la musica, non prima”. Social come Ask, ad esempio, dove i follower fanno richieste e lei posta e risponde. “Ma se sei strabella anche struccata perché ti trucchi sempre così tanto?”, “Mi posti una foto di quando eri grassa?”, “Con o senza biscotto il caffè?”, “Perché non ti piacciono i ragazzi gelosi?”, “Mi posti una foto in bikini?”. Niente bikini, per ora. Con l’immagini di cantante sexy non si gioca. L’ha detto al Corriere della Sera, che l’ha sintetizzato nel titolo “Canto, tolgo il velo ma non mi spoglio”. Nel senso che il velo lo portava davvero, anni fa. “Non faccio nulla che vada contro i miei valori”, assicura a Rockol. Parrebbe una brava ragazza, una che non si spoglia. I fan apprezzano.

“I social servono per portare avanti la mia musica”, afferma mettendo ordine nelle priorità. Messaggio ricevuto. Ma oltre al sacrosanto desiderio di mostrarsi, c’è di più? Che ci vuol fare con la sua musica, con quel po’ di popolarità che ha? “Voglio trasmettere sicurezza. Ho sempre sofferto di insicurezze, un po’ come tutti. Qualcuno trova la forza di superarle, altri non ce la fanno. Ecco, vorrei dare sicurezza alle persone che non ne hanno molta. E fargli capire che puoi partire da meno mille, ma se ti metti in testa una cosa, se la vuoi veramente e ti impegni lavorando, alla fine ci arrivi”. E certo, lei è partita da meno mille perché proveniente da Tiznit, a 90 chilometri da Agadir, e oggi incide per Universal… “Ma no, sono partita da meno mille perché vengo da Livorno, che non è proprio una città top”.

La scorsa estate Bouchra ha registrato buona parte di un album che uscirà nel corso del 2017, molti brani e molti produttori, come usa per le pop star. “Ma non dico nulla di più”, afferma risoluta. Pare di capire che sarà cantato in inglese, francese, arabo, italiano. “Uso tante lingue per scelta. Voglio abbattere le diversità. Per me tutto il mondo è paese e vorrei che fosse così anche per gli altri. Vorrei contribuire a dare qualcosa di positivo. La mia missione è parlare a più persone possibili”. Nel frattempo, partecipa alla trasmissione #adessoparloio. Lei e lo youtuber Leonardo Decarli portano su Real Time e su Dplay.com le storie di ragazze e ragazzi vittime di bullismo. “Raccontiamo le loro storie mettendo la nostra faccia. La speranza è che i ragazzi ci ascoltino perché abbiamo un seguito. Vorremmo farli ragionare sul bullismo”. Mai stata bullizzata? “Beh sì”. Perché marocchina? “Più che altro perché facevo video su YouTube. Sai come succede, no?”. Parte l’imitazione dell’amichetta invidiosa dalla voce stridula. Poi aggiunge: “L’ho superata molto bene, non voglio drammatizzare”.  Ora su YouTube si discute dei suoi fidanzamenti e sul fatto che la sua bellezza sia l’unica cosa che possiede oppure un complemento benaccetto del suo talento.

Ah, i genitori sono contentissimi. Cioè, in principio il padre autista d’autobus e la madre casalinga erano preoccupati come ogni genitore coscienzioso che ha allevato una figlia che vuol fare la cantante e si butta in un’avventura che non si sa come andrà a finire. “Ma quando ho fatto vedere i primi risultati concreti hanno totalmente cambiato idea. Mi hanno detto: se ti piace fare quello, fallo”. Ora Bouchra mira a un obiettivo, “il più importante: fare il primo concerto davanti ai miei fan”. Quando ancora non si sa. Semmai chiedeteglielo su Ask.

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