Brunori Sas 'Ho sempre voluto fare musica leggera' - VIDEO ESCLUSIVO E INTERVISTA

Brunori Sas 'Ho sempre voluto fare musica leggera' - VIDEO ESCLUSIVO E INTERVISTA

"Il più equilibrato": così Dario Brunori, noto ai più come Brunori Sas, presenta il suo nuovo album, "A casa tutto bene". Il disco arriva a tre anni di distanza dal precedente "Il cammino di Santiago in taxi", è stato prodotto da Taketo Gohara e registrato in un'antica masseria nella campagna cosentina: "Desideravo cimentarmi con una scrittura diversa, legata all'ascoltatore, con l'ambizione di arrivare a quante più possibili", dice il cantautore a proposito delle nuove canzoni, che presenterà dal vivo con il tour nei club in partenza il prossimo 24 febbraio da Udine, che ha avuto un'anticipazione nei giorni scorsi al Regio di Parma: Rockol vi propone in eslcusiva una versione acustica di "Canzone contro la paura".



Con "Il cammino di Santiago in taxi" del 2014 hai chiuso la trilogia cominciata nel 2009 con "Vol. 1". Cosa è successo nel corso degli ultimi tre anni nella tua carriera?
Dal punto di vista artistico ho scritto e realizzato uno spettacolo che era una specie di riproduzione del teatro canzone, "Brunori srl: una società a responsabilità limita": riprendevo quello che faceva Gaber, alternavo le canzoni ad alcuni monologhi, parlando del ruolo della responsabilità nella società di oggi. Questo spettacolo, che è capitato proprio in mezzo ai due dischi, mi ha dato la possibilità di provare a scrivere in modo diverso, mi ha spento a scrivere di altro, a parlare di argomenti che poi sono quelli finiti nel disco nuovo. È stato l'anello di congiunzione tra "Il cammino di Santiago in taxi" e "A casa tutto bene".

In una recente intervista hai detto che la differenza con il passato è che stavolta avevi da subito la percezione di quello che intendevi tirare fuori: cosa volevi da questo disco?
Più che avere la percezione di quello che intendevo tirare fuori, sapevo bene cosa non volevo tirare fuori: in particolar modo, non volevo riproporre i toni delle canzoni che avevo pubblicato in passato. C'era l'idea di parlare di determinati argomenti, ma di farlo con un tono diverso: stavolta sono stato molto più attento a non cadere nella tentazione di scrivere canzoni che non stavano nell'idea del disco. Ci sono testi che hanno un linguaggio molto diretto, che arrivano spesso prima della musica. Desideravo cimentarmi con una scrittura diversa, legata all'ascoltatore, con l'ambizione di arrivare a quante più possibili. E dal punto di vista musicale, "A casa tutto bene" è il disco di cui sono più felice. Ecco, diciamo che è il più equilibrato.

Hai definito questo tuo nuovo lavoro come un disco di canzoni sul mondo contemporaneo, ma partorito "lontano dai suoi clamori". Come è nato "A casa tutto bene"?
Oltre allo spettacolo teatrale, un altro evento importante alla base di questo disco è stato il mio ritorno a casa, in Calabria, una sorta di ritorno alle radici. Vivere lontano dal mondo contemporaneo, rintanato in un piccolo paesino della Calabria, da un lato mi ha tenuto al riparo da tutto ciò che viene comunicato dai media, dall'altro mi ha dato la possibilità di scrivere cercando di guardare le cose con maggiore distanza. Questo ha le sue virtù, ma anche alcuni limiti: a volte non devi solo pensarla la vita, ma devi anche cercare di starci dentro.

Come era successo già per "Il cammino di Santiago in taxi", anche per le registrazioni del nuovo disco ti sei ritirato con la tua band e il produttore Taketo Gohara in un posto isolato: stavolta hai scelto un'antica masseria.
Mi era piaciuto quello che era accaduto con le registrazioni del precedente disco, che si erano svolte in un ex convento. Questo disco ambiva ad una produzione più approfondita, un lavoro un po' più cerebrale. Cercavamo un posto in cui stare concentrati e abbiamo trovato questa vecchia masseria a San Marco Argentano, un piccolo comune in provincia di Cosenza. Siamo stati lì per una quindicina di giorni, senza mai muoverci, senza distrazioni e pronti a cogliere le ispirazioni.

Il supporto di Taketo Gohara, stavolta com'è stato?
Straordinario: ha fatto un lavoro sul suono di cui vado molto orgoglioso, e non era facile. Nell'album ci sono tanti strumenti ed è difficile far suonare bene un disco con così tanta roba. Taketo è stato bravo perché ha dato una profondità, ha ricercato una linea di suono profonda: secondo me, questo disco ha un suono tridimensionale. È riuscito a vestire le canzoni in un modo che coniuga la mia scrittura all'italiana con delle sonorità che guardano oltre i nostri confini. Abbiamo lavorato molto sul suono.

In una canzone del disco, "Il costume da torero", ad un certo punto dici: "Oggi salvo il mondo intero con un pugno di poesie". Pensi davvero che le canzoni, oggi, possano cambiare la società e rendere il mondo migliore?
Lo dico con tono ironico: il protagonista di quella canzone è un Don Chisciotte moderno e rappresenta la parte di me che vive con l'idea di poter davvero cambiare il mondo con le canzoni. Fa da contraltare alle altre canzoni del disco, in cui emerge invece una disillusione e un certo disincanto. Io credo che una canzone possa cambiare non dico la vita, ma almeno una giornata di chi l'ascolta.

Hai ascoltato l'ultimo album di Dente? Proprio all'inizio del disco, c'è una canzone con verso che fa: "I cantautori non vendono più". Cosa ne pensi?
Le canzoni di Dente bisogna prenderle con un approccio ironico e non credo che la sua sia un'affermazione netta. In una delle canzoni del disco, "Secondo me", c'è un verso che dice: "Sarai anche un cantautore, sarai anche un cantastorie, ma ogni volte ai tuoi concerti non c'è neanche un muratore". Ma lo dico con ironia: metto in discussione la figura del cantautore che vuole arrivare a tutti ma non ci riesce.

Ogni tanto, qualcuno azzarda un paragone tra te, Dente, Vasco Brondi e i grandi cantautori italiani, su tutti De Gregori, Dalla e Fossati. Ti fa storcere il naso?
No, mi fa piacere. Ma come tutti gli artisti devo cercare una mia cifra personale. Per questo motivo, se il paragone diventa ingombrante devo farmi delle domande.

Cosa distingue i cantautori italiani di oggi da quelli di ieri?
I cantautori italiani storici si muovevano in anni in cui la canzone d'autore aveva un valore maggiore rispetto ad oggi e c'era più gente disposta ad ascoltarli.

A proposito di cantautori: in un paio di passaggi del tuo nuovo disco citi Franco Battiato.
In "Sabato bestiale" c'è un verso, "Siamo figli delle stelle e della tv", che è una citazione della citazione: il pezzo è ambientato in una discoteca e mi piaceva l'idea che in sottofondo al dialogo tra i due personaggi ci fossero delle citazioni di canzoni anni '80, in questo caso Battiato che cita a sua volta Alan Sorrenti. Era un vezzo, uno dei pochi che mi sono concesso. Battiato lo cito anche in "Lamezia Milano", quando dico: "L'Italia sventola la bandiera bianca".

Hai letto cosa ha detto Manuel Agnelli sul mondo indie, dopo la notizia della sua partecipazione ad X Factor come giudice? Cosa ne pensi?
Dipende da come se la vive uno e da cosa si intende per "indie" e "alternative". Io sono nato artisticamente in un periodo storico in cui, rispetto a Manuel, non c'era un'idea di "indie" così definita: si stava cominciando a creare una scena "alternativa" e cominciavano ad entrare in questa scena cose che, rispetto agli anni '90, non avevano rispondevano esattamente a quei canoni. Io ho sempre voluto fare musica leggera: il mio primo disco conteneva canzoni in grado di arrivare a tutti, non era un disco "contro". Non ho vissuto con l'idea di essere parte di quella scena: semplicemente, suoniamo negli stessi posti, ci conosciamo, condividiamo l'idea di cantare delle cose in maniera onesta e di suonare in un modo che si discosti dallo scenario "pop" generalista. Il punto è che dalla scena "alternativa" stanno uscendo cose che poi finiscono nel "mainstream", ma che non esauriscono la scena "alternativa". Anzi: c'è tantissima roba che gira e che ha le stesse caratteristiche della scena indie del 2000.

Nomi come Thegiornalisti, Calcutta e Levante, ad esempio?
Hanno scritto belle canzoni che possono arrivare a chiunque: sono canzoni di musica leggera italiana. Rispecchiano un certo tipo di musicalità di canzone e di onestà che il pubblico apprezza e rappresentano l'alternativa ad un altro approccio del "pop mainstream": sono personaggi diversi, più rappresentativi delle generazioni di oggi. Oggi c'è un maggiore interesse delle radio verso il mondo "indie" e di conseguenza c'è anche un maggiore interesse del pubblico verso quella scena

E lo streaming, in tutto questo, che ruolo gioca secondo te? Ha aumentato la possibilità di diffusione della musica della scena "indie" e "alternativa"?
Sicuramente lo streaming ne ha aumentato la possibilità di diffusione, anche se bisognerebbe aprire un altro discorso su quanto guadagna dallo streaming chi la musica la fa. Diciamo che c'è un guadagno nell'ottima di diffusione delle cose, ecco: lo streaming si è sostituito alle cassettine che ai miei tempi ci si passava tra amici per ascoltare nuova musica.

Scheda artista Tour&Concerti Testi
18 ago
Scopri tutte le date

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.