Grazie alla tecnologia digitale, l’ambient trova piena realizzazione. Il nuovo lavoro di Brian Eno “Reflection” è un flusso sonoro dal carattere meditativo che, grazie a una app, si riproduce potenzialmente all’infinito.
Un fiume di musica che scorre in modo placido e casuale. Il prodotto dell’interazione fra la volontà del compositore e i calcoli di un sistema di algoritmi. Uno spazio psicologico che invita alla riflessione. “Reflection” è il nuovo album ambient di Brian Eno, che il compositore e produttore inglese collega a “Discreet music” (1975), “Thursday afternoon” (1985), “Neroli” (1993) e “LUX” (2012), a quella che chiama “thinking music”. È un flusso di suoni scuri e spesso bassi, le cui vibrazioni mettono a prova la qualità delle vostre casse.