La celebrazione dei Pooh: la recensione dell'ultimo concerto milanese

La celebrazione dei Pooh: la recensione dell'ultimo concerto milanese

Non è stato un addio commovente e nemmeno una grande festa, se non nel finale. Non è stato un funerale e nemmeno un trionfo. È stata una celebrazione di un gruppo che chiude la sua storia e di un’epoca, anzi di più epoche. Cantando ieri sera le canzoni dei Pooh nella quinta data milanese del quartetto nel 2016, il pubblico del Forum di Assago ha cantato la propria giovinezza. Salutando Roby Facchinetti, Red Canzian, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e Riccardo Fogli ha salutato una parte della propria vita. Non si è mai visto a un concerto pop un pubblico così avanti con l’età. Eppure cantavano tutti o quasi, quarantenni, cinquantenni, sessantenni. Cantavano “Ci penserò domani” con la stessa passione messa in “Pensiero”. Glielo si leggeva in faccia che quelle canzoni hanno rappresentato qualcosa per loro. Porta un ventenne o un trentenne che non sia cresciuto con questi dischi per via dei genitori, d’un fratello maggiore o di una sua passione personale, portalo a un concerto dei Pooh e lo vedrai imbarazzato. Perché il gruppo e il suo pubblico parlano un linguaggio legato a un’epoca che sta finendo. E perciò #Pooh50 non è solo l’addio di un gruppo che ha fatto la storia del pop italiano. È anche uno dei tanti segni della fine di modo di fare canzoni che non tornerà.

 

Preceduti da un conto da 1 a 50 scandito sugli schermi laterali, i quattro Pooh salgono sul palco alle 21.15. Facchinetti è al centro, fisicamente e idealmente. Ai lati del palco, due schermi trasmettono primi piani dei musicisti in un curioso effetto specchio (lo schermo di sinistra trasmette la stessa immagine di quello di destra ma rovesciata). Il copione è quello ampiamente sperimentato negli ultimi sei mesi, la scaletta non prevede novità che sono invece annunciate per l’ultimo concerto del 30 dicembre a Bologna. Riccardo Fogli sale sul palco per “Vieni fuori” e prende la scena per “In silenzio”. “Piccola Katy” ha un sapore beat, dischi in vinile appaiono sugli schermi, si respira un’aria di lieve nostalgia. Ogni tanto i Pooh smettono di suonare e si portano sul fronte del palco, prendendo la parola uno alla volta. Facchinetti ringrazia Milano e ricorda che “qui siamo nati professionalmente parlando, qui sono nate le nostre canzoni più note”. Suonano bene, cantano tutti, hanno un repertorio vasto. Propongono versioni brevi delle canzoni, uno stratagemma che può infastidire qualcuno e che però serve per farci stare una cinquantina di brani in scaletta e dare ritmo a un concerto di due ore e tre quarti di durata.

 

Dopo tre quarti d’ora, Canzian introduce “l’altra faccia della musica dei Pooh, quella della ricerca, quando sui nostri palchi sono comparsi Mellotron, campane tubolari e chitarre a doppio manico”. Inizia la parte prog, in cui i Pooh dimostrano d’essere anche musicisti capaci, perfettamente in grado di lanciarsi in parti strumentali “narrative”, alla faccia di chi li vuole solo autori di canzonette — attività comunque nobile. Segue una lunga sezione semi-acustica, con “Pierre” e “Uomini soli” interpretati da Facchinetti come sempre sopra le righe (“Dio delle cittuà!!!”), ma applauditissime, altroché. Fogli imbraccia il basso elettrico per “Nel buio”, mentre “Domani” è l’occasione per rendere un omaggio commosso a Valerio Negrini. Arriva poi la suite da “Parsifal”, primo album senza Fogli. Fiamme e assoli: sono i Pooh dei ’70, “gli anni della svolta”.

 

Quando Canzian accenna al concerto del 30 qualcuno lancia un “Nooooo” di disapprovazione. “Sarà complicato, ma anche bello da condividere. La tristezza sarà compensata dall’orgoglio”. Da quel punto in poi si ascoltano praticamente solo hit, la strada è in discesa. “Chi fermerà la musica”, “Pensiero” e la nuova “Ancora una canzone” chiudono il concerto. Finalmente tutti si alzano dalla sedie, si respira un’aria di festa. Finisce col pubblico sotto una pioggia di coriandoli e gli auguri di buon Natale. Mancano altri due concerti, il 27 dicembre al PalaVerde di Treviso e il più atteso, quello del 30 alla Unipol Arena di Casalecchio di Reno, trasmesso in diretta via satellite al cinema. Poi il marchio Pooh sarà consegnato alla storia. Lo possiamo dire: si ritirano da vincitori.

 

(Claudio Todesco)

SET LIST:
Giorni infiniti
Rotolando respirando
Dammi solo un minuto
Banda nel vento
Vieni fuori
In silenzio
Piccola Katy
Nascerò con te
Io e te per altri giorni
Se c’è un posto nel tuo cuore
Amici per sempre
L’altra donna
Stai con me
Se sai se puoi se vuoi
La gabbia [strumentale]
L’aquila e il falco
Il ragazzo del cielo (Lindbergh) [parte strumentale]
Risveglio [strumentale]
L’ultima notte di caccia
Viva [strumentale]
Pierre
In diretta nel vento
Stare senza di te
50 primavere
Alessandra
Uomini soli
Quando una lei va via
Notte a sorpresa
Nel buio
Domani
Parsifal
Per te qualcosa ancora
Dove sto domani
Cercando di te
La ragazza con gli occhi di sole
Ci penserò domani
Pronto, buongiorno è la sveglia…
La donna del mio amico
Canterò per te
Dimmi di sì
Noi due nel mondo e nell’anima
Tanta voglia di lei
Il cielo è blu sopra le nuvole
Io sono vivo
Non siamo in pericolo
Chi fermerà la musica
Pensiero
Ancora una canzone

 

 

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