Comunicato Stampa: Due incontri sulla canzone d'autore dall'antichità ad oggi

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L’infinita storia della canzone dai trovatori a Lucio Dalla

Due incontri di musiche, parole, mondi ed epoche distanti e vicinissime a cura di Maria Chiara Mazzi e Lucio Mazzi

10 novembre: guerra e pace
17 novembre: amore e odio

Sala Blu del Quartiere Navile, via Marco Polo n. 53
Ore 21
Ingresso libero
Info: 051-6343000

Non è una forma musicale “moderna” la canzone: Omero era un cantautore, lo erano i trovatori e i madrigalisti non diversamente da come lo sono Francesco de Gregori o Lucio Dalla. Nello stesso modo, attraverso i secoli si sono rincorsi più o meno sempre gli stessi temi, che sono poi quelli che stanno nel cuore dell’uomo: l’amicizia, l’amore, l’odio, la pace, la solitudine, la guerra… Ecco che allora cercare corrispondenze tra canzoni oggi in classifica e altre cantate per i principi nelle corti medievali, tra brani scritti da grandi e celebrati compositori o da solitari cantautori, finisce per rivelare inaspettate assonanze nei temi trattati e soprattutto nel modo di trattarli. Perché, alla fine, l’animo dell’uomo nei millenni non è cambiato, lo sappiamo, ma è anche bello scoprire e mostrare che è proprio così.

L’idea di questo cortocircuito tra mondi ed epoche così (apparentemente) distanti è venuta a una docente di Storia ed estetica musicale del Conservatorio di Pesaro (Maria Chiara Mazzi) e a un critico rock, grande esperto di canzone d’autore con una lunga militanza come giornalista e scrittore (Lucio Mazzi), due persone che, comunque, alla musica hanno dedicato una vita: ad ascoltarla e a studiarla, sconfinando, spesso e volentieri dai rispettivi ambiti professionali.
Il pubblico ascolterà i brani proposti e illustrati dai due relatori e forse, alla fine, non riuscirà più a capire se Francesco de Gregori era quel trovatore del ‘200 e quel lied di Haydn non è tratto dall’ultimo album della star ora in classifica.
Si inizia mercoledi 10 novembre parlando di guerra e pace ed ecco un esempio di come brani scritti a qualche secolo di distanza esprimano lo stesso sentimento. Qual è quello di Enrico Ruggeri e quale il Lied di Franz Schubert?

LETTERA DAL FRONTE
Oggi arriva la posta e domani c'è doppia razione. Non sai quanto mi costa aspettare notizie, pregando che siano buone. Mi hanno dato una nuova coperta e riusciamo anche a farci un discreto caffè. Cinque centesimi, un foglio di carta; sto bene e così spero di te.
Stanotte montavo di guardia e ho visto una stella cadente. Mi sembra ci fosse una lacrima sul volto del signor tenente e i crucchi cantavano piano a trecento metri da me. Vorrei che tu fossi vicino; sto bene e così spero di te.
La pioggia mi è entrata nel cuore scendendo fino agli scarponi, ma noi non abbiamo timore dei lampi seguiti dai tuoni. Ma quando mi sdraio per terra con tutto quel fango che c'è, io sogno finisca la guerra; sto bene e così spero di te.
E sogno una nuova tradotta riempita di commilitoni, che mangiano pane e ricotta e intonano vecchie canzoni. E nell'ospedale da campo
i feriti che tornano in sé e io che non sono più stanco, sto bene e vengo da te.

Ti lascio che arriva già il buio e qui non si vede già più. Salutami tutti e rispondi, raccontami come stai tu. C'è un coro che mormora piano la più antica canzone che c'è. Vorrei che tu fossi vicino; sto bene e così spero di te.

IL PRESENTIMENTO DEL GUERRIERO

In sonno profondo giacciono intorno a me i compagni d'arme; mi sento il cuore così inquieto, così greve ardere di nostalgia. Quante volte ho sognato dolcemente sul suo ardente petto! Come sembrava benevola la fiamma del focolare lei giaceva tra le mie braccia. Qui, ove il sinistro bagliore delle fiamme si riflette, ahimè, solo sulle armi, qui il cuore si sente tutto solo e scorre la lacrima della malinconia. Cuore, fa' che la consolazione non ti abbandoni, più di una battaglia mi chiama ancora. Presto riposerò e dormirò profondamente: amore mio -buona notte!

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