Salmo, la nuova edizione di 'Hellvisback' e i 'rapper 2.0': 'Si è perso il gergo hip hop, non c'è più versatilità' - INTERVISTA

Salmo, la nuova edizione di 'Hellvisback' e i 'rapper 2.0': 'Si è perso il gergo hip hop, non c'è più versatilità' - INTERVISTA

Il 2016 è stato un anno importante, per il rapper olbliese. Il suo ultimo album in studio "Hellvisback", uscito a febbraio, si è aggiudicato il disco di platino per le oltre 50.000 copie vendute ed è stato il quinto disco più acquistato in Italia nei primi sei mesi dell'anno (un gradino sotto a "Blackstar" di David Bowie e uno sopra a "25" di Adele). Anche i singoli estratti dal disco hanno riscosso un buon successo: "1984" e "L'alba" sono stati entrambi certificati dischi d'oro, con più di 25.000 copie vendute (tra download dai negozi digitali e lo streaming). Il tour di supporto al disco ha portato Salmo ad esibirsi per qualcosa come 50 date (alcune anche all'estero): gli ultimi appuntamenti in calendario lo vedranno suonare sul palco del Fabrique di Milano per due concerti in programma il 15 e il 16 dicembre.

Salmo festeggia questi traguardi pubblicando una nuova edizione di "Hellvisback", "Hellvisback platinum": si tratta di un doppio album che uscirà il prossimo 25 novembre e che, oltre al disco già pubblicato a febbraio, conterrà un altro disco con due inediti e 13 tracce registrate dal vivo. Oltre ai due cd, all'interno del cofanetto sarà contenuto anche un nuovo fumetto dedicato al personaggio di Hellvisback, la fusione tra Salmo e Elvis, supereroe che è chiamato a combattere contro Satana per impedire l'Apocalisse - il precedente capitolo del fumetto era contenuto nell'edizione deluxe di "Hellvisback". "Tra un numero e l'altro ho notato che con questo disco, ai miei concerti, ho avuto un 45% di persone in più", dice Salmo a Rockol, "quando un artista fa un disco nuovo, ai live arrivano sempre persone nuove. Per 'Hellvisback' è successo proprio questo: buona parte del pubblico che ho sotto al palco, è composto da facce nuove. E se fai un disco e acchiappi persone nuove, allora vuol dire che hai fatto un buon disco".

La pubblicazione di "Hellvisback platinum" è stata anticipata da quella del singolo "Don Medellín", che vede la partecipazione della cantante Rose Villain, entrata da poco a far parte del roster di Machete Empire Records, l'etichetta discografica fondata nel 2012 da Salmo, Dj Slait, Enigma e El Raton: "C'era già il beat del pezzo, le idee e la linea vocale. Mi hanno chiesto se mi interessava cantarci sopra. Ho scritto immediatamente, mi ha ispirato subito", racconta il rapper a proposito della canzone. L'altro inedito contenuto nel disco è "Title?", in cui compaiono anche Nitro e Axos: "Avevo in mente il beat da un po', è mio. Ci siamo beccati in studio con Nitro e Axos e da lì è venuto fuori il pezzo". Le 13 tracce dal vivo sono state registrate durante il concerto a Campovolo, Reggio Emilia, all'inizio di settembre: "Ho provato a riarrangiare tutti i pezzi di 'Hellvisback', a rifarli con la band. Il risultato? Non riesco più ad ascoltare il disco vecchio: ha preso una piega diversa, adesso è più suonato. Ma è fedele all'originale, nel senso che non abbiamo stravolto i pezzi: sono sempre quelli, ma hanno una nuova intenzione. Volevo vedere che sapore potevano prendere i pezzi risuonati così. Anche perché ai giovani di adesso non gliene frega niente di suonare gli strumenti, non gli importa della batteria, del basso, della chitarra. Non ci sono più musicisti, non ci sono più gruppi rock, non ci sono più gruppi punk. Non suona più nessuno: vogliono fare i dj, cantare sul palco e basta. La musica un po' si è persa. Avendo una buona parte di ragazzini nel pubblico, la mia intenzione era quella di presentare i musicisti a questi ragazzini, valorizzarli".



Il successo di "Hellvisback" ha fatto bene anche al precedente album di Salmo, "Midnite", uscito nel 2013, che recentemente ha ottenuto la certificazione platino: "Quando fai un disco e acquisti persone nuove che hai conquistato con quell'ultimo disco, poi queste persone vanno a ricercare quello che hai fatto prima", osserva il rapper, "'Midnite è diventato disco di platino perché c'è stato un riciclo grosso".

Qualcuno lo definisce "il profeta dell'hip hop italiano", ma lui vola basso: "Non mi sento un profeta, né tantomeno un profeta dell'hip hop. Non mi sono mai azzardato a toccare la parola hip hop, perché non si può. A parte che comunque nell'hip hop ci sono troppi vecchi scoreggioni che appena tocchi la parola hip hop ti rompono le palle, quindi non ho mai avuto la presunzione di dire che quello che rappresento è hip hop, perché non è proprio così", dice. Poi, alludendo alla sua militanza in gruppi hardcore come gli Skasico, i Three Pigse e i To Ed Gein, prima dell'approdo definitivo al rap, aggiunge: "Io sono nato e cresciuto in una situazione veramente poco hip hop".

Eppure, per certi versi un profeta lo è davvero: con il video di "Mr Thunder", uscito su YouTube qualche mese fa, ha individuato quelli che sarebbero stati i trend del "nuovo rap". Il video è un'ironia sui rapporti tra discografici e rapper italiani e una parodia sui suoni del rap di oggi: "Il suono sta cambiando completamente, questo lo sappiamo bene. Non so da che parte sta andando il suono, da che parte stanno andando i rapper. Cioè, so qual è il suono che stanno cercando di prendere tutti, ma non so dove porta", spiega lui, "nel 2016 non basta essere rapper: il rapper 2.0 deve saper fare un po' di tutto, come si fa un video, come si fa una foto, come si fa un beat. Se tu fai solo quel tipo di suono, questo trend che c'è ora, che è molto limitato, non so fino a dove arrivi. Le persone stanno cercando di andare verso una direzione molto limitata, come se fosse una strada chiusa. Non c'è versatilità". E ancora, sempre riflettendo sul rap di oggi: "C'è una differenza notevole tra il rap di ora e il rap di prima. Il rap attuale è figlio del pop, mischiato col pop. È un'evoluzione del pop: me ne accorgo dalle melodie e dalla scrittura, molto chiara e semplice. Si è perso il gergo hip hop, il gergo rap. Da una parte ci sta, è buono, perché arrivi a un sacco di persone. La differenza tra prima e ora è che se prima sentivi un rapper e ti veniva la pelle d'oca per quello che diceva, perché i testi erano fatti in una certa maniera, ora se ascolti un rapper ti rimane la melodia, la canticchi, però non ti arrivano in fondo. È tutto un altro mood, un'altra storia. Ma non puoi farci niente, è una selezione naturale: la musica si deve evolvere e devi capirla".



La pubblicazione del video di "Mr Thunder" è stata seguita da una piccola polemica via social con Sfera Ebbasta, uno dei rapper oggetto della parodia, che a Rolling Stone aveva detto su Salmo: "Penso che me lo può sucare. [...] Se è lui a parlare di me allora ho vinto io. Lui l'ha messa come parodia, però sa che certe robe tirano più di altre. [...] Salmo è finito". I due, nei giorni immediatamente successivi alla pubblicazione dell'intervista, hanno chiarito: "Quando faccio le parodie, come in Mr Thunder, non sto facendo l'hater: quel video era per far capire quali sarebbero stati i trend e ci ho azzeccato parecchio", dice Salmo, "quando mi sono chiarito con sfera gli ho dato consigli come un fratello più grande fa con il più piccolo".

Nel 2017 dovrebbe uscire un cortometraggio che Salmo ha girato in Sardegna insieme ai suoi collaboratori: "Io faccio la parte di un guerriero Shardana (antica popolazione che secondo alcuni studi potrebbe identificarsi con gli antichi Sardi, ndr). La storia è quella del classico cattivo che uccide mia figlia e io la devo vendicare in un torneo che organizzo". "Ma è una trollata, uno scherzo?", gli chiediamo noi: "Ma no! Sono serio", risponde lui, ridendo.

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