Negli ultimi mesi, il frontman della band di "Losing my religion" ha collezionato una serie di apparizioni pubbliche, per lo più partecipazioni "straordinarie" a concerti-tributo dedicati a David Bowie. Michael Stipe, lo ricordiamo, dopo lo scioglimento dei R.E.M. era pressoché sparito dalla circolazione - è sì rimasto attivo artisticamente, ma con un profilo decisamente basso: queste partecipazioni straordinarie lo hanno tirato quasi fuori dalla sua "tana". E a quanto pare, Stipe ci ha preso gusto: stando a quanto dichiarato dal musicista in un'intervista concessa al New York Times per promuovere l'edizione deluxe di "Out of time", le "apparizioni" degli scorsi mesi gli avrebbero fatto capire quanto gli manca il mondo della musica. Michael Stipe, che sta attualmente producendo il nuovo album del gruppo electroclash dei Fischerspooner, ha detto al New York Times:
"Non sono pronto a tornare completamente alla popolarità, a 56 anni. Ma voglio lavorare nella musica, di nuovo".
L'edizione deluxe di "Out of time" uscirà il 18 novembre: si tratta di un cofanetto di quattro dischi che celebra i 25 anni trascorsi dall'uscita dell'album, attraverso rarità e bonus track - ci sono anche le demo di "Losing my religion" e "Shiny happy people". I R.E.M., lo scorso marzo, hanno firmato un contratto editoriale su scala mondiale con Universal Music Publishing Group che copre l'intero catalogo della band, il cui ultimo album "Collapse into now" risale al 2011. Pochi giorni dopo la diffusione della notizia del contratto editoriale, il chitarrista Peter Buck ha detto: "Tecnicamente, la band si è sciolta. Ma non si è davvero sciolta. Semplicemente, on stiamo facendo altri dischi o tur".