Sting a Milano: "57th & 9th, un disco che ha sorpreso anche me"

Sting a Milano: "57th & 9th, un disco che ha sorpreso anche me"

Sul suo viso c’è solo una piccola, quasi impercettibile, traccia di stanchezza. Sting è perfetto, impeccabile come sempre. Oggi è a Milano, dove ha incontrato la stampa per promuovere il nuovo album “57th & 9Th”. Ma solo ieri sera era a Parigi, al Bataclan, per riaprire il locale dopo la strage del 13 novembre del 2015. Stasera registrerà un’ospitata a “Stasera Casa Mika”.

L'ex Police crede tantissimo nel nuovo album: lo sta promuovendo come se fosse un artista alla prima uscita, non un veterano. Anche se poi minimizza il fatto che l’album è il primo di canzoni-canzoni da “Sacred love” del 2003: “Suono rock tutte le sere della mia vita, in realtà. Nell’ultimo decennio ho fatto dischi più esoterici, certo, seguendo la mia curiosità, senza un vero piano commerciale. Mi piace sorprendere, è questo il mio obbiettivo. E sono tornato alle canzoni, a questo suono, perché mi piace sorprendere, soprattutto me stesso.  Faccio musica senza piani, spontaneamente: sono entrato in studio senza idee, giocando con la musica e i musicisti. Ho fatto ping pong con la mia band, ci scambiavamo  idee e spunti musicali stimolandoci a vicenda”.

Nelle note del disco, Sting dice che un cantautore è come un cacciatore in un campo innevato, senza tracce. Non sa dove andare, ma appena fiuta la preda la segue. La sua preda è l’immaginazione, e del lavoro con la band dice: “La musica ha già una sua narrazione astratta, quando ha una struttura. Dopo che ho trovato questa struttura con i musicisti è il mio lavoro renderla una canzone, renderla meno astratta”.

Gli si  fa notare che nell’album c’è un po’ di Police, ma senza i Police. Sting sorride, come per dire “ancora?”, e poi risponde seriamente: “I Police sono un gruppo che ha influenzato molta gente, tra cui anche me... Poi, io ero il cantante, il bassista, l’arrangiatore. E’ inevitabile che quel suono ritorni. Piuttosto ho voluto incidere un disco basato su chitarra basso e batteria. E’ un suono senza tempo. Spesso quando usi gli ultimi ritrovati tecnologici, stai marcando l’album con una data, quella di incisione. Quando cerchi un sound classico, eviti questo problema".

Inevitabile parlare di elezioni: “Sono inglese, non voto in America anche se vivo a New York. Da straniero, dico che per me è importante non essere partigiani in politca. Ma il presidente degli Stati Uniti è leader del mondo libero e sono preoccupato, ovviamente. Questo presidente eletto ha detto, per esempio, che la questione del cambiamento climatico è una bufala, secondo lui. Ho scritto una canzone nel nuovo album “One fine day” su questo tema, sul fatto che vorrei non fosse vero, ma le evidenze dicono che non è così. E' ironica, perché in questa fase della mia vita preferisco l’ironia. Posso capire che se sei un minatore o un operaio e vedi delle rockstar sul palco che ti fanno la predica, ti girino le scatole, però: per questo non l'ho fatto…”

Sulla questione umanitarie, da tempo un altro dei  temi che più gli stanno a cuore, ha parole buone per l’italia: “Sta facendo tantissimo per la questione dei migranti. Non ho un’idea per una soluzione di un problema così grave, ma la mia sensazione è che potremmo risolvere questo problema solo con l’empatia. Dobbiamo accogliere. Questa gente sfugge alla guerra, alle armi e siamo noi che le costruiamo. ‘Inshallah’, nell'ultimo disco è su questo tema, ed è una bella parola: vuol dire rassegnazione, umiltà”.

Dice di essere in fase riflessiva “Ma non in maniera ossessiva” - una delle canzoni che hanno attirato più l’attenzione del disco è  “50.000”,  ne è l’esempio: parla dei dei suoi "compagni scomparsi": “Bowie e Prince sono miei idoli, lo sono sempre stati; dentro di noi c’è una bambino che pensa che le rockstar siano immortali ma è un’illusione. E’ una canzone in cui rifletto sulla mortalità”.
Riflessivo, sì, ma fino ad un certo punto. Sting non ha, e non vuole avere tempo per riflettere troppo. Dopo la promozione del disco, partirà subito in tour. "Andrò in tour con una formazione essenziale, due chitarre basso e batteria. a partire da febbraio: saremo in Europa verso marzo a fare rock 'n' roll vecchio stile”.

(Gianni Sibilla)

Rockol ha anche incontrato  Sting per una lunga videointervista in cui racconta  il nuovo album, i Police, il prossimo tour. La pubblicheremo nei prossimi giorni. Stay tuned!

 

 

 

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