NEWS   |   Recensioni concerti / 13/11/2016

Wilco al Fabrique di Milano: la recensione del concerto

Wilco al Fabrique di Milano: la recensione del concerto

“Vorrei rendere omaggio alle ceneri delle bandiere americane”: mette la mano sul cuore Jeff Tweedy, quando canta il verso di una delle canzoni più belle dei suoi Wilco, in apertura dell’unica data italiana di quest’autunno, al Fabrique di Milano. La canzone successiva spiega meglio un concetto: “Ho sempre avuto paura di essere un normale ragazzo americano”, canta in “Normal american kid”, dall’ultimo “Schmilco”.

A vederlo fuori dal palco, potrebbe passare tranquillamente per uno degli uomini bianchi che hanno eletto Trump: sovrappeso, vestito casual, cappellaccio da cowboy. Ma Jeff Tweedy è un leader silenzioso e carismatico di tutt'altra pasta. Gli bastano poche parole per spiegare  come abbia reagito quella parte di America che rappresenta: “We're gonna be alright. Saremo sempre di più di loro, ci sarà sempre più bellezza nel mondo che altro. Elaboreremo il nostro lutto. Ora più che mai bisogna essere attivi”. E poco dopo: “Tutto quelli che conoscono in America si guardano e si chiedono 'cosa posso fare?' E questione è una buona cosa. Tutti si stanno chiedendo come impegnarsi e come proteggere la parte più debole della società”.

Politica a parte, i Wilco rappresentano la parte migliore dell’America, di sicuro dal punto di vista musicale.
La data milanese è stata una serata pressoché perfetta. Il concerto, annunciato ancora prima dell’uscita di “Schmilco” è bollato come “Star wars tour”, dal titolo del disco del 2015. Ma è una scaletta da sogno, non celebra solo gli ultimi dischi.

L’apertura con “Ashes of american flags” permette subito a Nels Cline di piazzare un assolo dei suoi, mentre la band - disposta in una bella scenografia che sembra un bosco su diversi livelli - lo segue costruendo un suono ricco e compatto. Per il resto della serata si alternano la forza dei pezzi più sperimentali (“Art of almost”) con la melodia di quelli più delicati e folk. In scaletta anche versioni più delicate di brani come “Misunderstood” (con quel “Nothing” ripetuto solo 9 volte, che finiscono quasi in sussurro, non in un urlo rabbioso come nella versione elettrica) o la conclusiva “Shot in the arm”.  La sintesi  è, come sempre, “Via Chicago”, con melodia tradizionale cantata mentre la band devia violentemente ed in maniera dissonante.

Poco dopo arriva “Impossible Germany”, che negli anni è diventato il pezzo più classico della band: lo ripetiamo ogni volta che passano di qua: l’assolo di Nels Cline su questo brano, e il finale a tre chitarre elettriche in coro con Tweedy e Pat Sansone, sono una delle cose più belle scritte nel rock negli ultimi quindici anni.

Il gioco delle tre chitarre si ripete nei bis, in una chilometrica “Spiders (Kidsmoke)”, ma questa volta Tweedy coinvolge il pubblico, facendogli cantare il riff dell'apertura del brano (“pa-pa-pa-pappa-pa-pa-pappapààà”), mentre i tre guardano diveertiti la platea piena del Fabrique, fino a quando rientrano con le sei corde a chiudere il pezzo, durato 12 minuti.

Per l’ultimo bis Cline, dopo tanto lavoro all’elettirica, si siede alla slide, e il trittico folk chiude in bellezza la serata dopo oltre due ore: “California stars” e versioni semi acustiche di  “War on war” e “Shot in the arm”.

 Se avete mai visto dal vivo i Wilco, sapete quanto sono grandi. Sappiate che questo è stato uno dei loro concerti italiani migliori di sempre. Se ascoltate rock, e non conoscete i Wilco, non sapete cosa vi perdete: da anni, una delle migliori band americane. Un grandissimo repertorio di canzoni e un sound dal vivo senza pari. Una certezza.
Se non c’eravate, vi siete persi uno dei concerti dell’anno. Se c'eravate, lo sapete già, e ve lo ricorderete a lungo.

(Gianni Sibilla)

SETLIST
Ashes of American Flags
Normal American Kids
If I Ever Was A Child
Cry All Day
I Am Trying to Break Your Heart
Art of Almost
Pickled Ginger
Misunderstood
Someone to Lose
Via Chicago
Reservations
Impossible Germany
Jesus etc
Locator
We aren't the world
Box full of letters
Heavy metal Drummer
I'm the man who loves you
Hummingbird
Late greats

Bis

Random name generator
Spiders (kidsmoke)

Bis 2

California stars
War on war
Shot in the arm

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