Cantautorato blues da età del computer, un Muddy Waters con tastiera MIDI, un Daniel Johnston senza obesità e senza ADHD. Per ora. Second H. Sam è il progetto solista di Samuele Gottardello. Il suo è uno show minimale e ispirato a paesaggi sonici, lo-fi, romantici e rigogliosi.
La lista delle influenze è lunga ma si possono citare Johnny Cash, Townes Van Zandt, Hank Williams, Nick Cave, Lee Hazlewood, Fabrizio De Andrè, Daniel Johnston, Syd Barret, Beck e Thurstone Moore. Debutta nel 2012 con un EP in formato 7" in vinile per l'etichetta sardo/portoghese Shit Music For Shit People. Con l'EP "the Girl, the Rabbit and the Crow" del 2013, pubblica quattro tracce di registrazioni casalinghe per l'etichetta My Own Private Records, anticipando quello che sarà il materiale del suo prossimo LP. Nel 2014 pubblica due differenti brani per due compilation ultra sconosciute e alla fine del 2014 vince il contest “Dub Narcotic Youtube Contest” con il pezzo “I use my mike for breaking the wall”. Nel 2015 è parte della “Nostra Signora delle Tenebre” (Backward Records), il manifesto della nuova scena psichedelica “occulta” italiana, con il brano “Gli Ultimi Cannibali”, uno strano, sexy e ossessionante brano preso dalla colonna sonora del cannibal-movie “Emmanuelle e gli Ultimi Cannibali”. Sam ha cantato con gli Hormonas e con i bolognesi Buzz Aldrin,ed è stato il cantante dei punk-wavers John Woo. Nelle nostre IndieMood Sessions ci regala “Sad Man”.
“...Quando mi hanno chiesto di partecipare ad una Indie Mood Session nei canali di Venezia ho chiesto se si poteva fare col buio. Venezia al crepuscolo è molto bella, la città si svuota e si appresta a divenire oscura e misteriosa. Francesca non solo ha accolto la mia richiesta ma ha fatto sì che quella sera piovesse, il mood perfetto per il brano “Sad Man”. Per questo motivo la ringrazio infinitamente. Assieme ad Andrea che ha fatto le riprese e a Beniamino che mi ha prestato la chitarra. Ah, non dite a Beniamino che è piovuto...”
"...How many times I wandered around,
through the golden scent of these lands,
while he was working.
I shouted at him,
Man raised his head said:
“Where are you going my son?
where are you going my son?”
Oh sad man, in the shade of a glass..."
(Sad Man – Second H Sam)
