“Isolation Culture” in uscita su Maple Death Records / Tannen Records (Eu/Uk) e Hand Drawn Dracula (ROW) e` il secondo album firmato dagli His Clancyness e segue, a tre anni di distanza, “Vicious”, album di debutto su Fat Cat Records, etichetta di culto britannica. La band, nata come progetto solista del cantante/chitarrista Jonathan Clancy, ora e` stabilmente composta anche da Jacopo Borazzo (Disco Drive), Giulia Mazza (A Classic Education) e Nico Pasquini (Buzz Aldrin, Stromboli). Negli ultimi due anni la band si e` ritirata a Bologna nel suo quartier generale, gli Strange City Studios, con l’intento dichiarato di scrivere anti-hits. Qui hanno sperimentato fino a notte fonda sul loro inseparabile quattro tracce, ricercando nuove sonorità`. Per quanto riguarda la produzione, gli His Clancyness hanno collaborato con Matthew Johnson presso i Suburban Home Studio di Leeds e con Stu Matthews (Beak, Anika, Portishead) agli Invada Studio dei Portishead, per catturare al meglio lo spirito delle loro sperimentazioni e riuscire a convogliarlo nel succinto art-pop che caratterizza i dodici pezzi di “Isolation culture”.
Un paio di anni fa, gli His Clancyness si sono chiusi in uno scantinato per pensare al nuovo disco, il successore di “Vicious”. L’idea, piuttosto interessante era di mettersi con calma a provare e sperimentare senza limiti ma con il solo scopo di scrivere pezzi nuovi. Non hit: solo pezzi nuovi. Un’idea vecchia scuola che trovo piacevolmente retrò, in linea con la fede indie che la band (perché da un paio di album a questa parte si parla di band vera) propugna da tempo...