“Tropico” è titolo del nuovo album firmato Collettivo Ginsberg, una co-produzione tra IRMA Records e L’Amor Mio Non Muore: musicalmente, la tavolozza sonora dipinta dal Collettivo Ginsberg è come sempre molto ricca e variegata; ne avevamo già parlato ai tempi di Rockol The Observer e dell’Ep “De la cruel”. Il nuovo “viaggio” musicale del collettivo accosta il mambo voodoo di Perez Prado al funk di Miles Davis, l’esotismo di Yma Sumac ad influenze mediterranee alla Mustafa Kandirali, il rhythm and blues di Screamin Jay Hawkins al samba di Milton Nascimento e, passando attraverso i ritmi dell’Africa Nera, si torna a casa dove la canzone italiana Anni ’60 (Dalla e Battisti su tutti) marca il territorio a batter di mani. Quasi tutta la produzione dell’album, affidata nuovamente a Marco Bertoni (Confusional Quartet), si è svolta presso lo studio L’Amor Mio Non Muore registrando totalmente in analogico e utilizzando uno Studer 8 canali. Per la copertina invece, la band si è avvalsa di un dipinto olio su tela firmato Domenico Demattia, dal titolo “Safari”.
Il testo di “Metti che” è una poesia dialettale firmata da Raffaello Baldini intitolata Mett. “Int la nota de mond” di Aldo Spallacci, altra poesia dialettale, per il Collettivo Ginsberg diventa “La notte del mondo”, pezzo abbellito da cori tratti da “Voodoo Suite” di Perez Prado (1955). “Danza macabra” è invece un adattamento di “La danza macabra”, testo inedito di Andrea Mandolesi. E questi sono solo tre dei dieci pezzi che la band romagnola ha assemblato per dar vita ad un disco...