Moreno lancia il suo “Slogan”: “Sono un prodotto, e non mi spiace” – VIDEOINTERVISTA

Moreno lancia il suo “Slogan”: “Sono un prodotto, e non mi spiace” – VIDEOINTERVISTA

Nel video di “Slogan” e nel libretto del nuovo album la faccia e il nome di Moreno sono stampati sulle confezioni di prodotti d’ogni tipo: corn flakes, bibite, ketchup. “Non sono dispiaciuto d’essere un prodotto o un numero”, dice il vincitore di Amici 2013, ex freestyler diventato cantante rap-pop ora al terzo album. “Faccio il cantante per passione, ma anche per lavoro e quindi devo sapermi vendere. La differenza la fanno le canzoni. Mi dicono: sei un venduto, hai lasciato l’underground. Io la prendo con serenità”. Però poi parla del pregiudizio che c’è verso i cantanti usciti dai talent e dei giornalisti che lo trattano con leggerezza. “Che poi siamo in Italia dove, senza toglierne nulla a nessuno, ‘Andiamo a comandare’ fa 100 milioni di visualizzazioni… Io incontro per strada le signore che mi dicono che non mi vedono in tv. Se c’è da fare televisione la si fa. Anche a me è giunta voce della mia partecipazione al Grande Fratello Vip o all’Isola dei Famosi, però ero concentrato sulla musica. Li avrei valutati se avessi avuto un cd pronto, li avrei usati per il lancio”. Quindi gli hanno offerto di partecipare a quei due programmi? “Può darsi”.

Prodotto da Big Fish e lanciato in agosto dal singolo “Un giorno di festa” e ora dalla title track, “Slogan” è secondo il suo autore il fatidico disco della maturità. “Perché contiene concetti personali. E perché non è il disco di un rapper che chiede ad altri di cantare ritornelli pop. Mi ci sono messo io a prendere quelle note. Non sono più pezzi rap, sono canzoni. E infatti non mi considero un rapper, ma un cantante di musica rap anche se rimarrò sempre un freestyler”. È nata come freestyle anche “Antirap”, la canzone in cui Moreno si misura con la scena rap italiana usando lo slogan “sono l’antirap” in maniera volutamente ambigua, in modo che non si capisca se quel “sono” è declinato alla prima persona singolare (Moreno) o alla terza plurale (gli altri rapper). E insomma, chi ha tradito il rap, lui o gli altri? “Io ho lo coscienza pulita su quello che faccio, di certo non devo dare spiegazioni ai miei colleghi. E poi Fabri Fibra, Gué Pequeno, Clementino e J-Ax con me ci hanno cantato, se avevano da storcere il naso l’avrebbero fatto”.

Di certo Moreno, primo rapper di “Amici” e vincitore del talent di Maria De Filippi, ha contribuito alla “poppizzazione” del rap. “Oramai è tutto un po’ pop”, dice lui. “Il rapper che mi critica e che non fa il talent come partecipante magari ci va come ospite. È coerenza quella? E poi c’è quello che fa la pubblicità in tv. Chi vuole tarparmi le ali è giusto che guardi se anche lui ha qualche scheletro nell’armadio. Devo lavorare e quindi posso scendere al compromesso di cantare ritornelli melodici allargando il mio bacino. Sono contento di avere un pubblico che va dalla signora sessantenne al bambino di 7 anni. È scioccante andare nei posti dove ti lanciano i bimbi manco fossi il Papa”.

Nell’album, che contiene un unico duetto con Deborah Iurato, “Lasciami andare”, Moreno piazza un paio di riferimenti alla sua vita a Genova. Il padre è di Torre del Greco, la madre di Palermo. Lui dice di sentirsi “per il 50% terrone e felice di esserlo. I miei mi hanno cresciuto con ottimi valori. E quando ascoltano ‘Magici’, in cui parlo di quando giocavo a pallone con gli amici di Genova, si emozionano”. In quella canzone Moreno si autodefinisce “miracolato” per il successo insperato ottenuto. Lui la racconta così: “Avevo un contratto a tempo indeterminato come parrucchiere, ma per fare musica me ne sono andato e non è stato facile. I miei genitori avevano paura che non ce la facessi. Invece ce l’ho fatta e mi sento un miracolato rispetto ad altri talenti che non hanno trovato la loro posizione nella vita”. Ovviamente non c’è alcun riferimento al Teleratto, i premi per la tv peggiore, ricevuto come “Miracolato dell’anno” del 2013.

Dopo la pubblicazione dell’album Moreno sarà in giro per l’Italia: da una parte i concerti (per ora cinque, a partire dalla data del 7 settembre a Palermo), dall’altra gli instore (una dozzina, oggi alla Mondadori di Milano). Non parla volentieri delle due polemiche che l’hanno coinvolto. La prima è la raccolta di firme per evitare che interpretasse la sigla italiana di Lupin III. “È andata benissimo”, dice, “un milione di visualizzazioni in un giorno, anteprima su Italia 1 alle 21. E in giro ho incontrato solo persone che mi hanno detto che la versione gli è piaciuta”. D’accordo, ma come ci si sente quando quasi 33.000 persone firmano per impedirti di pubblicare una canzone? “Non devi arrabbiarti. Sai cosa? Ci fossero stati Nina Zilli o J-Ax sarebbe successa la stessa cosa. La gente è abituata a classiconi e non vuole che siano snaturati”.

La seconda vicenda è  più delicata. A fine marzo Moreno ha postato su Instagram una foto dal Messico: “Finalmente posso dirvelo... Sono qui per il cinquantesimo anniversario di @vans_mx e il 18 mi esibirò sullo stesso palco dei @wutangclanofficial! Raga wow. #Guest”. In seguito, polemiche sulla veridicità dell'affermazione e di altre foto, postate in seguito: il rapper italiano era presente alla manifestazione ma su un altro palco, con la rapper Miss Simpatia. Oggi Moreno si limita a dire, riguardo al riferimento al palco dei Wu Tang Clan, che “ho comunicato quello che mi è stato detto quando mi è stata chiesta la mia presenza a essere lì”. Il rapper non ribatte neanche a Miss Simpatia, con cui c'è stato poco dopo uno sconrtro (e una denuncia, da parte della rapper). Dice che “è tutto spiegato in un comunicato su Facebook”, che potete leggere qui.  “Mi spiace, non aggiungo altro”.

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