Afterhours al Market Sound di Milano: la recensione del concerto

Afterhours al Market Sound di Milano: la recensione del concerto

Uno squarcio rosso del sole al tramonto si intravede sotto una coltre di nuvole minacciose, che incombono sull’enorme palco del Market Sound: Milano accoglie così il ritorno a casa degli Afterhours, al primo concerto nella loro città dopo la pubblicazione di “Folfiri o Folfox”. 3000 persone stanno aspettando Manuel Agnelli, quando sale solitario, per le prime note di “Grande”, armato (o disarmato) della sola chitarra acustica.

Poco dopo lo raggiunge la band: le prime quattro canzoni del concerto sono un viaggio dentro il mondo dell’ultimo album, fatto di squarci di luce e di nuvole nere che si allontanano, come quelle reali nel cielo. Le dissonanze di “Il mio popolo si fa” si alternano alla melodia di “Non voglio ritrovare il tuo nome”: è il modo di Agnelli di raccontare ed elaborare il lutto della perdita del padre, assieme alla sua band. Un disco complesso come “Folfiri o folfox” non è riproducibile in maniera estesa sul palco, non ancora - va elaborato con il tempo. Anche se il pubblico sa già a memoria le canzoni, e brani come “Né pani né pesci” e “Non voglio ritrovare il tuo nome” hanno già il passo dei classici. E infatti la serata subito dopo si apre subito dopo con “Ballata per piccole iene”, prima di una lunga serie di classici consolidati, che costituiscono l’ossatura dello show, assieme ad altri brani del doppio album.

Manuel parla poco, dice soltanto grazie. La band, nella nuova versione con Fabio Rondanini e Stefano Pilia, gira alla perfezione, non c’è bisogno di dire altro: un muro di tre chitarre, mentre Rodrigo D'Erasmo ricama e dirige con il violino, in seconda fila. Vedere in coro migliaia di persone che cantano “Male di miele” o battono le mani a tempo su “Vedova bianca” fa sempre il suo effetto.

Giusto un paio di settimane fa avevamo visto Manuel alle registrazioni di X Factor - con il pubblico delle registrazioni dello spettacolo TV che non conosceva il ritornello di “Non è per sempre”. Qua Agnelli gioca in casa, e sulla stessa canzone o sul finale di “Bye bye bombay”  si gode lo spettacolo della platea, lascia che sia la gente a completare i versi delle canzoni. La sfida sarà quello di unire questi due pubblici diversi, portare il rock ad X Factor, e il pop al pubblico della band: per come lo abbiamo visto in azione in TV Agnelli ha il carisma e la credibilità per riuscirci, mentre sul palco di un concerto: beh, lo sapete com'è, se avete visto anche solo una volta gli Afterhours.  “Circa 20 anni fa ho scritto un pezzo subì come il pop uccidesse l'anima, davvero non potevo sapere come quanto vero, oggi lo so”, dice prima di cantare da solo “Pop (una canzone pop)”. Ma non lo dice per sfida, o con rimpianto - lo dice con la maturità e la lucidità di chi sa che la musica è la sua vita.

"Oggi svegliandomi ho realizzato che tutto il resto è stupido voglio provare a vivere. Che ci sia luce oppure sia oscurità", canta in “Se io fossi il giudice”, la canzone finale di “Folfiri o folfox”, e l’ultima prima dei bis. Luce e oscurità si uniscono nella musica e nel cielo: le nuvole sopra il palco rimangono nere, qualche fulmine in lontananza, ma la pioggia non arriva, anzi si allontana. “Ora possiamo dire che l’abbiamo messo in culo al tempo”, dice Manuel a fine concerto, prima di cantare ancora “Bye bye bombai”, con quel verso magnifico, “Io non tremo, e solo un po’ di me che se ne va” urlato da tutti in coro.
Nessuno trema, quando se ne va verso l’uscita: gli Afterhours, al loro meglio. Da vedere, dal vivo, nei prossimi concerti (Stasera a Torino, domani a Reggio, il 19 a Roma, poi si ricomincia ad Agosto). E certo, da vedere anche in TV: che bello sarà quando a X Factor sentiremo anche canzoni così, oltre al pop.

(Gianni Sibilla)

SETLIST

Grande
Ti cambia il sapore
Il mio popolo si fa
Non voglio ritrovare il tuo nome
Ballata per la mia piccola Iena
Varanasi baby
Vedova bianca
Padania
Né pani épesci
Male di miele
Cetuximab
L'odore della giacca di mio padre
Sangue  di Giuda
Bungee jumping
La sottile linea bianca
Costruire per distruggere
Fra i non viventi vivremo noi
Se io fossi il giudice

 

BIS
Le verità che ricordavo
Strategie
Pop (Una canzone pop)
Bianca
Non è per sempre
Quello che non c'è
Bye bye Bombay

 

Dall'archivio di Rockol - Rockol Awards 2017: l'esibizione degli Afterhours Premio Migliore Live Italiano
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