NEWS   |   Pop/Rock / 25/08/2016

Da riscoprire: la storia di “Radio K.A.O.S.” di Roger Waters

Da riscoprire: la storia di “Radio K.A.O.S.” di Roger Waters

Le radio FM di Los Angeles e i minatori senza lavoro del Galles, l’intrattenimento e la protesta politica, la disabilità e le forze di mercato. E in fondo a tutto ciò, un barlume di speranza. “Radio K.A.O.S.” del 1987 è l’album più originale di Roger Waters, per certi versi il più spiazzante. Si stacca nettamente dal canone musicale dei tardi Pink Floyd cui sono ispirate le altre due opere soliste del bassista, “The pros and cons of hitch-hiking” del 1984 e “Amused to death” del 1992. Parla il linguaggio della modernità, in una miscela curata con il co-produttore Ian Ritchie di suoni tradizionalmente rock, sintetizzatori e programmazioni. È un concept sul bisogno di comunicare degli esseri umani, sulla necessità di combattere l’omologazione, sulla manipolazione delle informazioni, sulla banalizzazione della realtà operata dai mass media. E sulla guerra: è ambientato nel periodo in cui Stati Uniti e Regno Unito bombardano la Libia e finisce con un finto olocausto nucleare.

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Se l’ultimo album inciso dal cantante e bassista con i Pink Floyd “The final cut” rimbalzava fra due guerre, il secondo conflitto mondiale e le Falkland, se “The pros and cons of hitch-hiking” era racchiuso nella cornice surreale di un sogno, “Radio K.A.O.S.” affonda le radici nel presente. Narra la storia di Billy, un paraplegico ventitreenne del Galles la cui figura è ispirata a quella vera di un giovane irlandese di nome Christopher Nolan.

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