“Dreams are alive tonite”: la storia della coreografia per Springsteen a San Siro - INTERVISTA
50000 cartelli posizionati con cura sulle sedie di San Siro, per formare la scritta “Dreams are alive tonite”: la coreografia che ha aperto il concerto di Bruce Springsteen la sera del 3 luglio, ha richiesto mesi di lavoro. Una progetto ideato e organizzata da un gruppo di 15 persone, che ha lasciato a bocca a aperta Springsteen. E ieri, il Boss le ha ringraziate una per una, con uno speciale post sul suo sito. Sono Silvia Baratelli, Anna Monea, Cristina Carniel, Laura Stellin, Francesca Rossini, Sara Tersetti, Roberto Brusasca, Gabriele Pappolla, Andrea Pignatelli, Corrado Gambi, Paolo Noseda, Roberto Vergine, Matteo Ruffinengo, Martino Iniziato, Federico Fissore.
E’ la seconda puntata di una storia iniziata nel 2013, quando sulle tribune di San Siro comparve la scritta “Our love is real” - che poi è diventato il nome del gruppo di ragazzi, e il loro sito. Bruce rimase senza parole, tanto da dire “Since I was a little boy, I've played in many many places, but this place is the place I will never forget because it's always with me and you are always with me.”
“Raccontare la valanga di emozioni che ci ha travolto negli ultimi giorni è impossibile”, racconta a Rockol Gabriele Pappolla, 21 anni, studente allo IULM, uno dei 15 del gruppo "Our love is real". Nell'ultimo mese e mezzo Gabriele ha visto 14 concerti di Springsteen (e sostenuto sette esami universitari). Ne ha visti in totale 30. “Un lavoro lungo mesi è stato finalizzato grazie al contributo di tantissime persone che hanno reso possibile la realizzazione di questo sogno. E' stato un puzzle che ha funzionato alla perfezione, dove ognuno è risultato determinante.”
Tutto è cominciato qualche mese fa, con un crowdfunding, rilanciato sui social e sul sito ourloveisreal.it. “Lo abbiamo indetto per finanziare il progetto e per dare la possibilità a chiunque di sentirsi parte di questa coreografia. Il risultato di questa raccolta fondi è stato sorprendente, e le donazioni sono arrivate da tutto il mondo, anche da persone che non sono poi venute al concerto. Abbiamo, ovviamente, documentato ogni spesa e reso credibile e trasparente il tutto. La BarleyArts si è resa sin da subito disponibile ed è venuta incontro alle nostre esigenze”.
“È stato un immenso piacere poter aiutare e supportare i sogni di questa "manica" di "pasionari" che già nel 2013 avevano regalato a Bruce e a tutti i presenti straordinarie emozioni ma che questa volta si sono davvero superati. Bellezza”, racconta a Rockol Claudio Trotta, promoter di Barley Arts (e anche colui che ha fatto arrivare i nomi dei ragazzi direttamente a Springsteen e al suo management).
La preparazione si è concretizzata a partire dallo scorso weekend: “Nella giornata di venerdì 1 luglio, un gruppo composto da 15 persone è entrato a San Siro per tracciare le lettere della scritta ‘Dreams Are Alive Tonite’, spiega Gabriele. “Il lavoro consisteva nel riprodurre sui seggiolini dei tre anelli di San Siro il progetto cartaceo, in modo tale che la coreografia fosse ben visibile dal palco. Il giorno dopo, sabato 2 luglio, 70 persone hanno lavorato sin dal mattino per posare su tutti i seggiolini dello stadio un foglio di plastica colorato e un volantino con le istruzioni da seguire, per un totale di 50000 pezzi distribuiti tra prato e anelli. Infine, nel giorno del concerto, una decina di persone sono entrate per verificare che la forte pioggia della sera precedente non avesse causato danni e per dare un ultimo controllo”.


Il tutto si è ripetuto anche nel secondo concerto, in cui è comparso un messaggio per la E Street Band durante uno dei momenti focali del concerto “Siamo entrati a San Siro la mattina del concerto, posando sui seggiolini del solo secondo anello rosso un foglietto con scritto ‘Acceso’ o ‘spento', in modo tale che ognuno sapesse se accendere o meno il proprio telefono su “The River”. Alla fine, la scritta luminosa doveva rappresentare un cuore e “ESB”, un omaggio alla storica E Street Band”.

“Dopo mesi di sacrifici e duro lavoro, però, lo sguardo emozionato di Bruce al momento del suo ingresso sul palco ha ripagato qualsiasi fatica, facendo capire a tutto lo stadio che quella era la notte giusta per sognare, ancora una volta a San Siro, ancora una volta con la sua musica”, concludono i ragazzi. Come dargli torto?
(Gianni Sibilla)