Uccidersi a un concerto dei Cure

Quel 27 luglio 1986 al Forum di Los Angeles Jonathan Moreland mise fine alla propria vita. Aveva 38 anni.
Uccidersi a un concerto dei Cure

L'8 dicembre 2004 all'Alrosa Villa di Columbus (Ohio) l’ex chitarrista dei Pantera Dimebag Darrell venne ucciso sul palco con cinque colpi di pistola, mentre si stava esibendo con la sua band, i Damageplan. Il suo assassino, il 25enne Nathan Gale, venne ucciso a sua volta da un poliziotto qualche minuto più tardi, dopo che, oltre al musicista metal, aveva tolto la vita ad altre tre persone. Pare che Gale imputasse al musicista l'imperdonabile crimine di avere causato lo scioglimento, l'anno precedente, dei già citati Pantera, sua band preferita.

Un otto dicembre di ventiquattro anni prima, quello del 1980, Mark David Chapman, che si definiva un suo fan, mise fine alla vita di John Lennon, sparandogli contro cinque volte davanti al Dakota Building di New York, dove l’ex Beatles risiedeva. Dopo l’assassinio il 25enne Chapman si sedette a leggere il romanzo “Il giovane Holden” di J.D. Salinger in attesa dell'arrivo della polizia. Lennon, a suo dire, era colpevole di avere tradito alcuni ideali nei quali Chapman credeva fermamente. Principalmente di carattere religioso.

Le due tragedie sopra riportate sono accomunate dall’evidente delirio di un fan che, per un qualche motivo, primo fra tutti, quasi sempre, una folle e angosciante ossessione per la figura di un musicista che infine si vuole sopprimere per scrivere la parola fine ai propri tormenti.

Anche il 27 luglio 1986 al Forum di Los Angeles ci scappò, purtroppo, il morto, ma la trama, se non la tragedia, fu diversa. Quel giorno il grande evento musicale, il concerto, fu il teatro per l’ultima recita di una persona che non sappiamo dire quanto amasse o si identificasse con le canzoni della band che si sarebbe esibita quella sera sul palco, ma che sicuramente amava molto una ragazza di nome Andrea che non voleva corrispondere il suo amore. La persona in questione si chiamava Jonathan Moreland. La band che si sarebbe esibita quella sera veniva dall'Inghilterra, il suo nome, Cure.

Il concerto del 27 luglio 1986 al Forum di Los Angeles – arena nota, per i grandi concerti, ma ancora di più, in quegli anni, per essere la ‘casa’ della fenomenale squadra di basket dei Los Angeles Lakers degli impareggiabili ‘Magic’ Johnson e Kareem Abdul Jabbar, il team dello 'showtime' – era il live che chiudeva il tour americano della band inglese a supporto del loro sesto album “The Head on the Door”, pubblicato nell'agosto 1985.

Nella discografia della band di Robert Smith “The Head on the Door” chiude il periodo più dark (pare un eufemismo), da lì in avanti la formazione britannica si spingerà a flirtare con il pop. Non è infatti un caso che il disco contenga alcune delle loro maggiori hits quali “Close to Me” e “In Between Days” e che sia il primo album da cui verrà estratto più di un singolo. Era stato un tour trionfale quello del 1986 negli Stati Uniti, la band era distesa, molte delle nubi che indissolubilmente i Cure si portavano dietro sin dagli esordi sembravano essersi finalmente dissolte. Insomma, un periodo felice, così viene riportato dalle cronache dell'epoca. Un raro periodo di tranquillità. Che si concluse quella sera. Le luci si abbassarono, i Cure stavano lasciando il backstage per fare il loro ingresso sul palco.

Le luci si abbassarono e il 38enne Jonathan Moreland, vestito con stivali e cappello da cowboy, in netto contrasto con le decine di ragazzi che aveva intorno e che, in onore della band e, soprattutto, del suo frontman Robert Smith (che all'epoca aveva 27 anni, mentre oggi ne compie 62), si erano dipinti il volto di bianco e le labbra con il rossetto rosso.

Moreland si alzò dal suo posto a sedere, levò al cielo un coltello da caccia, che riuscì a introdurre all'interno dell'arena superando i vari controlli, e iniziò a pugnalarsi il petto e lo stomaco. Il sangue schizzò tutto intorno. In preda alla adrenalina salì in piedi sulla sua poltroncina, si strappò la camicia e si inferse altri colpi di coltello. Le persone intorno a lui erano sotto choc. Alcune erano atterite e sporche di sangue, altre invece pensavano che facesse tutto parte dello spettacolo e incitavano Jonathan a continuare il suo macabro sacrificio. La confusione regnava sovrana. Poi giunse la sicurezza, poi arrivarono le forze dell'ordine. Il sergente di polizia Norman Brewer riuscì a parlare con Moreland mentre veniva portato via sulla barella. Il ferito gli riuscì a dire che i fan dei Cure lo avevano incoraggiato e reso euforico. “Più le grida della folla divenivano forti e più lui si pugnalava con veemenza e in profondità”, disse il poliziotto. Jonathan Moreland venne trasportato nel più vicino ospedale, ma purtroppo non ci fu nulla da fare. Furono nove i colpi di coltello che si inferse. Prima di morire però confessò: “L’ho fatto perchè la donna che amo non potrà mai essere mia”. Nel suo furgone parcheggiato fuori dal Forum venne trovato un foglio dove erano riportati i suoi propositi suicidi.

Anni dopo Perry Bamonte, chitarrista dei Cure dal 1990 al 2005, che nel 1986 era un roadie della band, quella sera era presente sul palco: “Ho visto la confusione, ho sentito le urla e guardavo la folla che scansandosi si è aperta intorno a quel tipo quand’è saltato sulla sedia e ha cominciato a piantarsi il coltello nella pancia. E’ stato uno spettacolo surreale e agghiacciante. Poi un poliziotto l’ha colpito con uno storditore elettrico e quello è crollato a terra”. Il concerto si svolse regolarmente ma quella tragedia non lasciò certo indifferenti i Cure e portò, comprensibilmente, sgomento all’interno del gruppo. La loro etichetta discografica rilasciò un comunicato dichiarando che la band: “Non riusciva a credere che qualcuno avesse potuto fare una cosa simile durante un loro concerto. E’ stata una conclusione molto spiacevole per il gruppo, perchè l’evento si è verificato durante l’ultima serata di un tour americano che aveva riscosso un grande successo.”

Questa la setlist del concerto al Forum di Los Angeles il 27 luglio 1986:

Shake Dog Shake

Piggy in the Mirror

Play for Today

A Strange Day

Primary

Kyoto Song

Charlotte Sometimes

In Between Days

The Walk

A Night Like This

Push

One Hundred Years

A Forest

Sinking

Encore:

Close to Me

Let's Go to Bed

Encore 2:

Six Different Ways

Three Imaginary Boys

Boys Don't Cry

Encore 3:

Give Me It

10:15 Saturday Night

Killing an Arab

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