Nemici come prima: abbiamo davvero voglia di vedere la “reunion” dei Misfits?

Nemici come prima: abbiamo davvero voglia di vedere la “reunion” dei Misfits?

Mossa alla Guns N’ Roses? Non c’è dubbio che il sapore sia quello. Perché l’annunciata reunion dei Misfits con Danzig alla voce ha decisamente molti punti di contatto con ciò che Axl, Slash e Duff McKagan hanno appena fatto.

Anche i Misfits, sulla carta, sono in attività da molto anche se di fatto sono privi di un elemento chiave (Danzig) dal 1983, quando si sciolsero per poi riformarsi nel 1995 senza il cantante originale. E i “nuovi” Misfits guidati da Jerry Only (all’anagrafe Gerald Caiafa), come i Guns versione Axl-e-basta, non hanno mai convinto più di tanto. Forse il disco più riuscito senza Danzig è il primo del nuovo corso, quello con Michale Graves alla voce, ma eravamo comunque ben lontani dalla leggenda di “Walk among us” e “Earth A.D./Wolf’s blood”; inoltre, specialmente negli ultimi anni, i Misfits hanno dato più l’impressione di essere una sorta di progetto karaoke/tributo, con formazione a volte composta da star del punk rock (vedi Dez Cadena e Marky Ramone) in vena di divertirsi, magari guadagnando qualche soldo. Nulla per cui perdere il sonno, francamente.

Ma veniamo all’oggi. Danzig, Jerry Only e Doyle (questi ultimi due, lo ricordiamo, sono fratelli) torneranno quindi insieme per un paio di concerti nell’ambito del Riot Fest, in autunno. Si parla di “The original Misfits”, ma come al solito il termine “original” è da prendere con le molle, visto che non è ancora chiaro chi suonerà la batteria. E d’accordo che i Misfits con i batteristi hanno avuto una storia travagliata, ma non sarebbe male se ne assoldassero almeno uno di quelli più iconici – magari uno fra Joe Image, Arthur Googy o Robo... non Marky Ramone o Dez Cadena o peggio ancora qualcuno che con la band non ha legami di sorta.

A parte questo, gli auspici non paiono comunque dei migliori. Danzig ha pubblicato un disco, lo scorso novembre del 2015, piuttosto mediocre (“Skeletons”, ovvero una raccolta di cover ri-arrangiate, incise con la mano sinistra, come si suol dire); i Misfits non sfornano un disco dal 2011, quando uscì “The devil’s rain”, lavoro che definire minore è quasi un complimento (punk metallizzato che evoca solo molto, molto, molto lontanamente gli antichi fasti). Per cui gli addendi che saranno combinati non sono portatori di grossi valori musicali, se si escludono le rispettive storie. In più aggiungiamo che Danzig e Doyle – per loro stessa ammissione – hanno sotterrato l’ascia di guerra, ma partecipano a questa reunion non da amici/colleghi ritrovati, ma da businessmen che hanno trovato un terreno di mediazione (tramite i propri legali) su cui costruire un’operazione commerciale, nonostante i motivi di attrito non siano stati per nulla dimenticati.

E mi piacerebbe chiudere con uno scherzo/provocazione: visto che sembrano risultare più convincenti gli AC/DC con Axl – rispetto ai Guns con Axl, Slash e Duff – mi aspetto che i Misfits con Danzig e Doyle non facciano una fine migliore. Per cui, dato che gli Aerosmith hanno ventilato l’ipotesi di assoldare un cantante temporaneo per andare in tour, Danzig potrebbe considerare l’idea. Chissà cosa ne uscirebbe (nulla, visto che gli Aerosmith hanno poi smentito una simile volontà... ma chissà...).

PS: le reunion live ci hanno davvero esasperato. A parità di business, erano meglio le ristampe selvagge (magari con le bonus track inedite-che-inedite-non-erano) e i box set a raffica. Ma i dischi non si vendono più, quindi ci tocca sorbirci teatrini di gente che non si parla da decenni e torna, alle soglie della pensione, a esibirsi insieme su un palco. Che beffa.

[Andrea Valentini]

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