Marco Carta: ''Sono andato all’Isola dei famosi' per promuovere questo disco'

Marco Carta: ''Sono andato all’Isola dei famosi' per promuovere questo disco'

“Sono andato all’Isola dei famosi per promuovere questo disco”, dice subito Marco Carta. Il vincitore di Amici 2008 e Sanremo 2009 presenta alla stampa il nuovo album “Come il mondo” in uscita il 27 maggio. “Sono due anni che ci lavoro e sono quattro che non pubblico un disco: è un banco di prova. È un album che parla di profondità. Parla al mondo. In un periodo storico come questo in cui sentiamo parlare solo di cose negative ho voluto dare un messaggio di positività. Il mondo è pieno di cose belle, me ne sono reso conto una volta tornato dall’Isola. La musica è l’ultima cosa vera, come dice una delle mie canzoni. Ha un linguaggio talmente potente che va oltre ogni orientamento”.

Sei canzoni su dieci di “Come il mondo” sono state scritte dalla coppia Federica Camba-Daniele Coro, tra cui “Non so più amare” scelta per lanciare l’album. “È un bluff, non è vero che non so più amare. È una canzone maliziosa. Dice che pensiamo di essere autonomi e indipendenti, e invece… Spesso si è schiavi del sesso. Inizi una relazione di passione, vuoi solo divertirti e finisci per cadere nei sentimenti. È anche un pezzo un po’ più rock. Amici mi ha impostato molto sulle ballate, sul pop leggero. Sentivo che il pubblico voleva quello e io l’ho accontentato. Avevo paura a mostrare il Marchino più rockettaro. Poi è arrivata ‘Splendida ostinazione’, che è stato un po’ un esperimento ed è andato benissimo, arrivando al disco di platino”. L’album contiene anche il pezzo bocciato a Sanremo 2016? “Sì, ma per ora non dico qual è. Quando mi hanno escluso l’ho presa male, ma ho tanti anni davanti a me. Ma scrivetelo che mi piacerebbe andare a Sanremo l’anno prossimo”.


Carta si sofferma poi su “Una semplice notizia”, sempre di Camba-Coro. “È una lettera a una persona cara, in questo caso a un amico, e parla della povertà nel mondo. Sembra quasi che sia stata scritta dopo la mia avventura in Honduras e non prima. Lì ho visto una povertà pazzesca che noi non conosciamo: da noi essere poveri significa non potersi permettere l’iPhone o le Nike. Eppure lì sono sempre sorridenti. In futuro mi impegnerò in qualche missione umanitaria, già volevo farlo, ma questa esperienza mi ha convinto ancora di più. Non sono andato sull’Isola per ritrovare me stesso e invece sono tornato cambiato, in positivo. Non sprecherò più tempo, starò vicino alla famiglia. Voglio vivere fino in fondo, stare meno in casa a guardare la tv, ma uscire, vivere, dialogare, confrontarmi”. È andato all’Isola dei famosi a causa di un calo di popolarità? “No, la gente continuava a riconoscermi per strada, però mi dicevano che volevano vedermi in tv. Mi sono sentito in debito con loro. Tv e radio sono potentissimi e senza quei mezzi mi sentivo come Schumacher senza Ferrari”.

Carta dice di voler scrivere una canzone sull’esperienza all’Isola dei famosi, ma non ha l’ansia d’essere considerato un compositore, anzi, prende in giro gli interpreti che premono per mettere la propria firma in una canzone. “Se uno vuole la firma la mette anche senza avere scritto niente, perché fa figo dire: uè, l’ho scritta io. Io penso che l’interprete sia come un attore che ha il compito difficile di calarsi nelle emozioni degli autori. Se sento una canzone immediatamente, ok, la canto. Se non la sento, anche se è bellissima, rinuncio a interpretarla”. Spiega poi di essere “uno che tifa per gli altri, ad esempio per la Michielin all’Eurovision. Ma non sono mica sicuro che la gente tiferebbe per me, nel caso andassi. La musica è diventata una gara a chi vende più copie”.

A partire dal 27 maggio Marco Carta sarà in negozi e centri commerciali per un tour instore. “E poi voglio promuovere il disco in radio, con tutte le mie energie. Non voglio polemizzare con le radio, ma le trovo molto selettive con la musica italiana e uscire da Amici alla mia epoca mi è costato caro. C’era un pregiudizio che oggi, dopo Alessandra Amoroso, Emma, i Dear Jack e i Kolors, non c’è più. E poi le radio fanno sempre le stesse scelte editoriali. Un tempo potevi chiamare e scegliere che canzoni ascoltare, oggi è impensabile. E poi, in autunno, mi piacerebbe allestire una tournée teatrale”.

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