The Kolors, tra concerti e nuovo album: "Vorremmo lavorare con il produttore di Madonna"

The Kolors, tra concerti e nuovo album: "Vorremmo lavorare con il produttore di Madonna"

Tornano dal vivo i The Kolors - sono due gli appuntamenti live nei quali la band napoletana capitanata da Stash sarà protagonista: lunedì 16 maggio all’Alcatraz di Milano e lunedì 23 maggio all’Atlantico di Roma (più la partecipazione il 19 giugno in occasione agli Italian MTV Awards). Saranno gli unici concerti del 2016 prima che la band si rintani in studio per la produzione del successore di "Out". "Queste due date vanno considerate come una materializzazione del nostro desiderio di tornare a contatto con i nostri fan", spiega Stah. "Non sono nè la chiusura del vecchio tour, nè l'inizio del nuovo: non volevo finire il tour con il vecchio repertorio, quindi soprattutto dal punto di vista artistico ci saranno un po' di sorprese. Suoneremo dei brani che non abbiamo mai eseguito live." ci racconta Antonio Fiordispino, alias Stash, nella nostra intervista. "Quella del live è proprio la nostra dimensione. Era difficile accettare il fatto di dover stare fermi per la produzione del disco nuovo, noi vogliamo suonare. In effetti è cambiato poco, l'attitudine è sempre la stessa, è sul palco che si vedono i Kolors. Poi ci sono le interviste, c'è la tv, ed è una faccia della band importante ma è sul palco che si vede la "carn int a sasicc", come si dice a Napoli."



Quali sono gli artisti ai quali vi ispirate quando siete sul palco?
"C'è un miscuglio di scena britannica indie, come in brani come "Twisting", "Love" o "No more"... Però mixata a Zapp & Roger. E' la nostra forza, è quello che secondo me inizierà a portarci verso una nostra vera identità. Dai mix e dalle "copie sbagliate" sono venute pietre miliari della musica. I Beatles volevano fare Little Richards, Michael Jackson voleva fare James Brown e sono diventati i Beatles e Michael Jackson, ma potrei nominare tante altre icone."

Che direzione state prendendo, in vista di un nuovo album?
"L'obiettivo è quello di consolidare quello che la gente ha premiato nel primo album. La qualità deve salire sempre di più, non perchè quello precedente fosse di bassa qualità, si spera. Ma c'è la voglia di migliorare nelle produzioni. Avendo sempre io curato sempre le produzioni, mi rendo conto che è importante avere un occhio esterno che magari abbia più esperienza di me. Infatti, speriamo di ricevere presto la conferma da un signore che si chiama Mark "Spike" Stent, un mixer "ibrido" perchè anche attento alla produzione. E' uno dei miei miti dal punto di vista della "fonia". Speriamo che la sua risposta sia positiva: nel frattempo sta finendo il disco nuovo di Madonna..."

Nel nuovo disco ci sarà spazio per delle canzoni in italiano?
"Da quando sono uscito dal talent la domanda più frequente è stata: "Farai Sanremo?". Sarà perchè cantando in inglese non è mai stato un mio obiettivo, sebbene lo rispetti tantissimo, è il top che si può fare in Italia se canti in italiano. Tuttavia la ritmicità del nostro mood necessita di parole tronche. Pino Daniele quando faceva funk lo faceva in napoletano, l'italiano in qualche modo ti obbliga a rimanere su melodie "larghe". Se dovesse venirmi, in questa fase in cui produciamo ancora "demo" senza nemmeno i testi, una melodia che si presta bene per l'italiano, perchè no. Per il momento non è ancora successo."

 

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