E' uscito "Hopelessnes", il primo disco di Antony Hegarty con la sua nuova identità, Anohni. Lo abbiamo recensito nel nostro spazio dischi.
C’era una volta Antony Hegarty, figura di culto della New York underground, una voce potente e duttile al servizio di armonie eteree e leggere, legate a doppio filo al fascino sottile dell’ambiguità. Per chi si fosse addentrato nei peggiori bar della grande mela c’era la possibilità di assistere alle performance di una chanteuse en travesti, dal fisico imponente e una carica interpretativa del tutto fuori dall’ordinario. Anthony in breve ha saputo creare quella realtà, artistica e umana, che cercava da tempo per sé, finendo per diventare una stella tale che personaggi del calibro di Lou Reed e Björk non erano immuni al suo carisma.
Senza la band, la vita di Antony si celebra con una nuova identità, quella tutta al femminile di Anohni e un primo album come solista, “Hopelessness”...
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