Boston, Massachussetts: una delle più antiche città di tutti gli Stati Uniti, fondata dai pellegrini puritani che attraversarono l’Oceano.
Ok, ricominciamo... Boston, Massachussetts, città natale degli Aerosmith. Suona meglio – anche perché è vero. Qui, nel 1970 nasceva il germe di una delle rock/hard rock band più blasonate e d’impatto di tutti i tempi, un gruppo che dall’adorazione e idolatria verso i Rolling Stones (ai loro esordi amavano definirsi, ironicamente, come l’alternativa live accessibile al portafoglio di tutti i fan degli Stones a corto di soldi).
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Il loro stile – una miscela esplosiva di rock’n’roll, blues, roots, metal e melodie pop – è inconfondibile e ha segnato diverse generazioni con brani che hanno scalato le classifiche commerciali, senza perdere l’allure e l’energia tipica delle band più heavy e scatenate (complici anche un’attitudine e uno stile di vita decisamente “over the top”, almeno durante gli anni Settanta e Ottanta).
Bastano tre dischi (rispettivamente il loro secondo, terzo e quarto – usciti fra il 1974 e il 1976) come “Get Your Wings”, “Toys In The Attic” e “Rocks” per incidere il nome Aerosmith in maniera indelebile nella storia del Rock – maiuscolo. E neppure gli anni bui fra il 1979 e il 1984, segnati da defezioni e tossicodipendenza, sono riusciti a domare la bestia – ma soprattutto i terribili Toxic Twins, ossia il cantante Steven Tyler e il chitarrista Joe Perry. Infatti il gruppo nel 1985, ripulito e motivatissimo, torna con il proverbiale botto, pubblicando “Done With Mirrors”: è il primo passo di una vera e propria rinascita, tanto a livello musicale, quanto commerciale che vede la band scalare le classifiche e tornare a livello di star planetarie – grazie soprattutto a due album davvero epocali come “Permanent Vacation” e “Pump”.
A testimonianza del fatto che la classe, come si dice, non è acqua, gli Aerosmith sono ancora qui dopo più di 45 anni di carriera travagliata, ma onoratissima. E scusate se è poco...