"Basta paure": Bugo racconta l'album del ritorno 'Nessuna scala da salire' - VIDEOINTERVISTA

"Basta paure": Bugo racconta l'album del ritorno 'Nessuna scala da salire' - VIDEOINTERVISTA

Arriva con una scatola di Toscanelli in mano e dice che ha fatto un gran disco, come tutti quelli che ha pubblicato del resto. Bugo fa lo sbruffone, ma è serissimo quando dà ai giornalisti quel che chiama il dato emotivo di "Nessuna scala da salire", il suo ottavo album, il primo da "Nuovi rimedi per la miopia" del 2011: "Il messaggio è questo: sono tornato più carico che mai". E l'ha fatto con un pezzo intitolato "Me la godo", che considera il seguito di "C'è crisi" e con un album pieno di richiami al pop anni '80, e in particolare alle produzioni di Vasco Rossi e Guido Elmi. "Vasco è uno dei miei eroi. I dischi che quei due hanno fatto dall'82 all'89 sono stati il massimo per il rock italiano, che poi è finito... a parte me. Ma il mio non è un album nostalgico. È del 2016".

Rewind. Nel 2010 Cristian Bugatti si trasferisce a Nuova Delhi, in India, per seguire la moglie diplomatica. Intanto l'album dell'o-la-va-o-la-spacca con la Universal "Nuovi rimedi per la miopia" riceve apprezzamenti, ma pure critiche negative. "Per la prima volta mi esponevo in un certo modo, con un singolo d'amore per mia moglie che non tutti hanno accettato. Dicevano che mi ero rincoglionito e questa cosa m'ha messo paura. Ho perso la voglia di scrivere canzoni, mi sono dato all'arte visiva. Poi una mattina, in India, mi sono svegliato ed è uscito un pezzo nuovo, mi pare fosse 'Cosa ne pensi Sergio'". Bugo torna in Italia a metà 2014 con un album già scritto. Si accasa presso la Carosello e pubblica l'ep "Arrivano i nostri", che è un po' l'antipasto di "Nessuna scala da salire". Morale: "Oggi non ho più paura. Lo dice anche il titolo: non ho più nessuna scala da salire, basta paure, basta barriere. In copertina ho messo un mio primo piano: volevo dare l'idea di uno che torna con l'aria dello sbruffone. Se devi dire una cosa forte, allora dilla esponendoti al massimo. Sì, lo so, mi hanno detto che sulla copertina ho un po' la faccia da Pirlo".

Fra le canzoni dell'album ce n'è una intitolata "Arrivano i nostri", su una non meglio precisata riscossa. "È il desiderio di una rivalsa collettiva. Diciamo la nostra, facciamo qualcosa, non aspettiamo Berlusconi o Renzi. La politica non m'interessa, m'interessa l'emotività che è molto più forte. Dobbiamo essere uniti, smetterla di attaccarci fra di noi, ma orse l'Italia non è mai stata veramente una nazione. Da artista posso infondere gioia, entusiasmo, energia... oh, energia, ma non nel senso di Jovanotti. Che poi lo stimo, eh?". Lo specifica perché le sue uscite a volte scatenano polemiche, come quando ha criticato sui social i Marlene Kuntz per avere invitato i fan a scrivere una musica su un loro testo. "Mi diverto a scrivere quel che voglio, a volte esagero e vengo giustamente rimproverato da chi lavora con me. Ogni tanto scatta una frase simpatica come quella sui Marlene, ma con loro parlerò al concerto del 1° maggio. Ho sparato su Morgan e mi hanno scritto per dirmi che mi avrebbero tolto i like. Siamo ipersensibili. Non devo far finta di essere simpatico e ne pago le conseguenze". Morgan però ha detto cose molto belle su di te. "Lo stimo, è un grande. Ma è ingestibile e io non voglio lavorare con quelli ingestibili".

Tra i difetti della musica italiana, Bugo individua la tendenza a dividersi in fazioni e dare giudizi perentori. "Siamo tutti guelfi e ghibellini. Mi spiace quando leggo i ventenni che sfottono Vasco. Anche a me alcune sue cose non piacciono, ma non si può crocifiggere qualcuno perché ha sbagliato una canzone. La cover di 'Creep' di Vasco fa cagare, ma non è che allora diventa tutta una merda. Non sopportiamo più gli errori degli altri. Se Dente o Vasco Brondi o Jovanotti fanno una cazzata subito li crocifiggono". E poi critica il distacco fra indie e mainstream, che trova "insopportabile", e allora sogna un festival dove ci siano sia Vasco Rossi, sia I Cani. "Sarebbe una bomba".

Con l'arte visiva ha chiuso, "avevo cominciato perché non avevo più voglia di fare canzoni", non sa nulla del documentario su di lui "Ora respiro" per il quale era stato lanciato un crowdfunding che non ha raggiunto l'obiettivo, mentre si trovava a Delhi ha inciso qualche pezzo in stile indiano, ma quell'esperienza l'ha influenzato dal punto di vista emotivo più che musicale. In estate andrà in tour, con due anteprime questa sera, 19 aprile, a Milano (Magazzini Generali) e il 27 a Roma (Monk). Chi ha acquistato il vinile di "Nessuna scala da salire" in pre order può assistere al soundcheck dei due concerti e incontrare Bugo. Sì, perché la versioni digitale e su compact disc uscirà il 22 aprile, ma il 33 giri è fuori dal 15, in concomitanza con il Record Store Day. Nel giorno della festa del vinile è andato in qualche negozio di dischi a festeggiare? "No, quel giorno lì l'ho passato a dormire".

(Claudio Todesco)

 

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