Brian May e l'ossessione per le crinoline: nel suo nuovo libro, il legame tra il chitarrista dei Queen e la moda vittoriana
E' una rockstar decisamente atipica Brian May, almeno per i suoi standard anagrafici: mentre tanti altri suoi colleghi coetanei erano impegnati a distruggere camere d'albergo, ingurgitare, iniettarsi o sniffare qualsiasi cosa e accoppiarsi con il maggior numero di groupie possibile, il chitarrista dei Queen ha saputo affiancare la sua attività da rocker a due passioni, quella per l'astrofisica - che gli è valsa una laurea (vera, non ad honorem) e una pubblicazione, "BANG! - The Complete History of the Universe e The Cosmic Tourist" - e quella per la moda femminile di età vittoriana.
Mentre la prima era già nota da tempo, più nascosta, agli occhi del pubblico, è stata la mania di May per le crinoline e i vaporosi abiti dell'Albione che fu: le frequentazioni di mercatini e collezionisti hanno tuttavia permesso al chitarrista di accumulare una delle più vaste collezioni di stereoscopi d'Inghilterra, patrimonio, questo, che l'artista ha deciso di capitalizzare in un volume, scritto a quattro mani con Denis Pellerin, disponibile da pochi giorni sui mercati al prezzo di 50 sterline.

"Crinoline: Fashion’s Most Magnificent Disaster" si presenta come un excursus in un mondo - quello della biancheria intima femminile di epoca vittoriana - trattato più come saggio sociologico che come un assist al voyerismo d'antan: secondo May la comodità dei capi in crinoline è stata rivoluzionaria, per le donne britanniche, scopertesi più libere (e meglio vestite) grazie alle innovazioni portate dall'introduzione dei sottogonna. Perché, allora, il "disaster" del titolo? Lo ha spiegato, al Guardian, Pellerin: l'ampiezza dei nuovo modelli era sì comoda e fresca, ma poco funzionale in un mondo dove le fiammi vive giocavano ancora un ruolo importante nell'illuminazione e nel riscaldamento degli ambienti. Le crinoline, infatti, sono state fatali a molte donne, in età vittoriana, letteralmente arse vive per essere avvicinate incautamente (e molto spesso inconsapevolmente) a lampade e candele...