La rabbia e l’orgoglio di Kekko: la doppia data dei Modà a San Siro e la polemica con le radio

La rabbia e l’orgoglio di Kekko: la doppia data dei Modà a San Siro e la polemica con le radio

L’orgoglio per la doppia data a San Siro, per il triplo platino, per la collaborazione con i Pooh, ma anche un bel po’ di rabbia. Stamattina i Modà hanno presentato nella sala executive di San Siro, con vista sul campo di gioco, i concerti che terranno nello stadio milanese sabato 18 e domenica 19 giugno, cui s’aggiunge una data sabato 25 giugno all’Arena Sant’Elia di Cagliari. La conferenza stampa si è chiusa con il cantante della band di “Passione maledetta” Kekko Silvestre che si è tolto un paio di sassolini dalla scarpa. Prima di farlo, però, ha espresso la sua gioia per le 150.000 copie certificate dall’album “Passione maledetta” e per la presenza dei Pooh in veste di ospiti del secondo concerto milanese. «Suonare con la più grande e più longeva band italiana di tutti i tempi per noi è come giocare con Van Basten per un calciatore del Milan», ha detto Silvestre.

L’idea dell’ospitata dei Pooh è nata nei camerini dello speciale “Amici per sempre” trasmesso da Rai Uno lo scorso 11 marzo. «Il primo contatto fra di noi nasce anni fa quando la gente ci prendeva in giro chiamandoci i nuovi Pooh perché come loro eravamo vecchiotti, non fighi, nazionalpopolari, datati. Credevano di farci dispiacere, io godevo del paragone. Il nostro ufficio stampa Valentina Facchinetti deve averlo detto a suo padre Roby». I Pooh arriveranno da Messina e non avranno tempo di provare con gli strumenti: si limiteranno a cantare usando i Modà come backing band. «Sicuramente faremo “Tanta voglia di lei” che ho cantato con loro in tv. Sul resto ci stiamo lavorando. Sarà una sorpresa, anche per i Pooh». La prima data milanese, praticamente sold out, non avrà ospiti. Per ora sono stati venduti 80.000 biglietti per i due concerti che saranno filmati forse per un dvd, forse per essere trasmessi in tv. A Cagliari ci saranno i Tazenda. «Canterò loro pezzi, mi toccherà imparare il sardo».

Abbronzato, lo sguardo nascosto da occhiali scuri – «della mia linea K10», tiene a precisare e per sottolinearlo ne regala un paio a ogni giornalista – Silvestre ha spiegato che, diversamente dal concerto a San Siro di due anni fa che ha dato vita al live “2004-2014 L’originale”, i tre show di giugno saranno dedicati al repertorio recente, da “Viva i romantici” in poi. Le esibizioni saranno aperte come nel 2014 da un filmato: «Non saremo più gladiatori, ma metaforizzeremo le battaglie che abbiamo compiuto in quest’anno intenso per riconfermarci a questi livelli e arrivare a San Siro». Il palco sarà british, ha detto Ferdinando Salzano di F&P Group: spoglio, ma con grandi effetti luce prodotti all’estero e una passerella enorme a forma circolare che delimiterà un pit molto capiente, da almeno 5000 persone. Kekko sogna di ospitare l’amico Pau Donés (Jarabedepalo), reduce da un intervento chirurgico. «L’ho sentito ieri, ha chiuso l’ultimo ciclo di chemio, ha fatto una tac ed è completamente pulito, il tumore non c’è più. Ha vissuto un anno terribile. Lui sa che casa Modà è anche casa sua, se se la sentirà verrà».

Silvestre ha chiuso la conferenza stampa in modo irrituale leggendo una lettera aperta al «mio grandissimo manager e amico» Lorenzo Suraci di RTL, seduto in prima fila: «Dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti ho capito che con te non sarebbe stata assolutamente facile. E non semplicemente per il tuo carattere, perché di quello sono bravi a parlare solo quelli che non ti sanno affrontare, ma per i coglioni. Sì, i coglioni, perché come ben sai quelli non te li regala nessuno: o li hai o non li hai. Le chiacchiere e le cattiverie che ti circondano e spesso circondano anche me non sono niente confronto ai risultati che abbiamo ottenuto. Io ti ho conosciuto a fondo in questi sette anni, fuori e dentro il lavoro, e anche ora che siamo rimasti soli – i Modà e te – abbiamo dimostrato assieme la nostra forza raddoppiando San Siro e timbrando un triplo platino di quelli che io e te metteremo nei salotti di casa nostra, mentre loro se lo porteranno attaccati ai coglioni… anzi, quelli i coglioni non li hanno nemmeno, ma al collo per tutta la vita come un peso. Ma forse è meglio così, la gente non dirà più che i Modà ce l’hanno fatta perché hanno tre network e staranno meno sul cazzo anche agli altri. Non so quanto durerà la carriera dei Modà o quante tournée faremo ancora, ma di una cosa sono certo: tutto quello che farò lo farò con te al mio fianco. Perché se sono sicuro che ci scanneremo ancora nel nostro cammino, sono anche sicuro che quando ci sarà da combattere sarai in prima linea con me, mentre gli altri continueranno a divertirsi tra assoli di chitarra e giri in elicottero».

Alla fine della conferenza stampa Lorenzo Suraci ha detto a Rockol che lo sfogo era diretto da una parte alla stampa che attribuisce il successo dei Modà all’appoggio di network potenti, dall’altra alle due radio le cui società sono partner con RTL dell’etichetta Ultrasuoni (Radio Italia e RDS) che non avrebbero appoggiato “Passione maledetta”. Sono ancora dentro Ultrasuoni? «Sì». Perché allora avrebbero smesso di trasmettere i Modà? «Non sta a me dirlo».

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